De Luca “della Lettera ai consiglieri”: ecco l’integrale scritto. Anche se inviato solo a due testate.

Messina, 5 gennaio 2020

Oggi è domenica e crediamo (speriamo) che i messinesi abbiano in po’ di tempo e di voglia in più per leggere quanto inviato dal Sindaco De Luca ai Consiglieri comunali per “tirarli” a sé. Ciò anche se la segreteria o ufficio stampa del Sindaco sembra non avesse ritenuto di inviarla se non a due sole testate giornalistiche. La domanda che non vorremmo fare è: e gli altri? Avrebbero dovuto attendere la “diretta” social? O tutti o nessuno è la regola, a meno che un documento non diventi scoop. Ma non è certamente questo il caso.

Pregiatissimi Consiglieri Comunali, per come ho già avuto modo di esternare in varie occasioni ed in ultimo nel mio comizio di Capodanno, prima di rassegnare le mie dimissioni da Sindaco, è mio intendimento verificare se esistono le condizioni per un vero e proprio cambio di passo nei rapporti tra la giunta ed il consiglio comunale che ci possa consentire di essere più funzionali alle emergenze ed al rilancio della nostra comunità. Ho elaborato, con il contributo della giunta comunale ed i presidenti delle partecipate municipali, una complessiva bozza di piattaforma denominata “Cambio di Passo” che tiene conto delle pregresse dinamiche intercorse tra la giunta ed il consiglio comunale e dei risultati del “Salva Messina” di cui possiamo congiuntamente fregiarci con orgoglio e soddisfazione. Questa piattaforma si conclude con la disamina della strategia che potrebbe consentici di uscire dall’attuale di situazione di predissesto entro dicembre 2022 con ben undici anni di anticipo rispetto a quanto programmato nel rimodulato PRFP 2014-2033 approvato dal consiglio comunale il 23 novembre 2018 in attuazione del “Salva Messina”. L’allegata piattaforma è in versione PDF e word per facilitare l’integrazione delle vostre singole proposte da inserire tra gli argomenti di competenza del consiglio comunale nel 2020 e pertanto, vi invito a farmi pervenire, sia in word che in pdf, le vostre osservazioni e suggerimenti entro e non oltre le ore 12:00 del 9 gennaio alla mia mail: segreteriasindaco@comune.messina.it I colleghi consiglieri comunali che ravviseranno la necessità e l’opportunità di un confronto de visu, sono invitati a contattare il mio l’ufficio di gabinetto per fissare un apposito appuntamento tenuto conto della mia disponibilità nei seguenti giorni ed orari: martedì 7 gennaio dalle ore 16:00 fino alle ore 24.00 e mercoledì 8 gennaio dalle ore 16:00 fino alle ore 3:00 del 9 mattina. In pari data, in ogni caso la presente piattaforma, integrata con tutti i vostri suggerimenti non in contrasto con le finalità della strategia “Cambio di Passo”, sarà in nottata approvata dalla giunta comunale per essere trasmessa, venerdì 10 gennaio, alla presidenza del consiglio comunale con richiesta di trattazione urgente direttamente in consiglio comunale. Con l’augurio di poter continuare a svolgere il mio ruolo di Sindaco e di continuare ad avervi quale consiglio comunale di riferimento nell’interesse di Messina e dei Messinesi, formulo a tutti voi ed alle vostre famiglie l’auguro di un fulgido 2020″.

Messina 4 gennaio 2020

Cateno De Luca Sindaco dei Messinesi

” DICIOTTO MESI DI DINAMICHE NEL CONSIGLIO COMUNALE

La mia condizione di “cavaliere solitario errante” in un Consiglio Comunale che politicamente non rappresenta nessuna delle mie liste, è stata costellata da una accesa dialettica, spesso degenerata in continui scontri e dure prese di posizione da parte mia per evitare di rimanere ostaggio della classica “logica del domai”, lasciando tutto immutato per come hanno fatto i miei predecessori. Dopo qualche mese dalla mia elezione, passati notte e giorno a Palazzo Zanca, si è riproposto il classico rito della convocazione e celebrazione delle commissioni consiliari su argomenti importanti ma intempestivi rispetto alla globale attività di ricognizione che io e la giunta comunale dovevamo svolgere per assolvere al primo obbligo di legge (art. 4 bis del Dlgs. 6 settembre 2011 n.149) rappresentato dalla relazione di inizio mandato da trasmettere alla Corte dei Conti entro 90 giorni dall’insediamento. Con nota del 3 settembre 2018, ho chiesto al Presidente del Consiglio Comunale di ridefinire il calendario dei lavori di tutte le commissioni consiliari, concordando con me e gli assessori le nuove date e gli argomenti al fine di poter garantire la nostra partecipazione compatibilmente con i nostri innumerevoli e gravosi impegni amministrativi. A conclusione dei lavori della seduta del consiglio comunale del 4 settembre, ho comunicato la mia intenzione di rassegnare le dimissioni da Sindaco se entro il 30 settembre non si fosse proceduto a definire un quadro di principi regolamentari in grado di garantire al Sindaco ed alla Giunta la giusta serenità per poter lavorare ad una certa velocità. Non avendo avuto alcun seguito la mia richiesta di collaborazione, mi sono avvalso del comma 1 dell’art. 31 del regolamento consiliare (“le deliberazioni di competenza del consiglio comunale possono essere proposte dal Sindaco…”) ed ho proposto alla Giunta Comunale una serie di modifiche del vigente regolamento consiliare (delibera di G.C. n. 462 del 6/9/2018) per conciliare le prerogative di indirizzo e controllo in capo ai singoli consiglieri comunali con il sacrosanto obbligo e diritto del Sindaco e degli assessori di amministrare la città. Anche al fine di non intralciare il buon andamento delle attività dell’esecutivo comunale e di non consentire comportamenti ostruzionistici o avallare improduttive riscossioni di gettoni di presenza, la giunta comunale ha proposto al consiglio comunale di modificare ed integrare il regolamento consiliare come segue:

1 Le proposte di delibere del Sindaco e dei componenti delle Giunta Comunale, muniti di tutti i pareri di regolarità tecnica e contabile e corredati degli altri pareri e della documentazione richiesta dalle normative che disciplinano ogni specifico argomento, devono essere esaminate ed esitate dalla commissione consiliare competente entro cinque giorni lavorativi dall’avvenuta trasmissione alla presidenza del consiglio comunale. Trascorso inutilmente tale termine, la proposta di deliberazione, se il Sindaco non ritiene di dover assegnare un ulteriore termine, deve essere iscritta all’ordine del giorno del Consiglio Comunale per essere esaminata ed esitata nei successivi dieci giorni allo scadere del termine assegnato alla commissione consiliare. Tali termini sono raddoppiati per le proposte di delibere del Sindaco e dei componenti delle Giunta Comunale che riguardano il Bilancio preventivo ed il Rendiconto di Gestione e la pianificazione urbanistica;

2 Le sedute di ciascuna commissioni consiliari si devono concludere con una risoluzione sottoposta ai voti dei suoi componenti. I consiglieri comunale assenti all’atto della votazione della risoluzione o che non sono stati presenti per almeno ¾ dei lavori della commissione consiliare non hanno diritto a percepire alcuna indennità di presenza. I consiglieri comunali che non intendono partecipare al voto della risoluzione devono farlo constatare all’atto della votazione della risoluzione pena la perdita dell’indennità di presenza. L’assenza anche temporanea dai lavori della commissione consiliare devono regolarmente risultare dal verbale di ogni singola seduta;

3 Le sedute dei consigli comunali si devono concludere con una risoluzione sottoposta ai voti dei suoi componenti. I consiglieri comunali assenti all’atto della votazione della risoluzione o che non sono stati presenti per almeno ¾ dei lavori del consiglio comunale non hanno diritto a percepire alcuna indennità di presenza. I consiglieri comunali che non intendono partecipare al voto della risoluzione devono farlo constatare all’atto della votazione della risoluzione pena la perdita dell’indennità di presenza. L’assenza anche temporanea dai lavori del consiglio comunale devono regolarmente risultare dal verbale di ogni singola seduta;

4 Il venir meno dei presupposti dell’indennità di presenza per la partecipazione ai lavori delle commissioni consiliari e del consiglio comunale viene qualificata assenza ai lavori delle commissioni e del consiglio comunale a tutti gli effetti di legge, ivi inclusi il rimborso al datore di lavoro, ai sensi e per gli effetti della L.R. n. 30 del 23/12/2000 e ss.mm e ii.;

5 La data e l’orario delle sedute delle commissioni consiliari e del consiglio comunale vanno preventivamente concordati con il Sindaco e con gli assessori di cui si richiede la partecipazione ai lavori;

6 I lavori delle commissioni consiliari e del consiglio comunale devono essere trasmessi in diretta streaming tranne che per motivi di opportunità per gli argomenti trattati, specificamente motivata e condivisa alla maggioranza dei consiglieri comunali, richiedono la seduta a porte chiuse;

7 Gli emendamenti che non sono stati presentati o che se sono stati presentati e non ritenuti ammissibili nelle commissioni consiliari competenti non possono essere riproposti in consiglio comunale;

8 Per garantire il buon andamento della gestione dell’Ente, il Sindaco ed i membri della Giunta, il Segretario Generale ed i Dirigenti nonché i componenti dei Consigli di Amministrazione e i Dirigenti Generali delle Aziende e società Partecipate possono essere convocati per non più di due commissioni a settimana. In caso di convocazione in numero superiore a due, l’invitato può stabilire a quale delle due commissioni partecipare;

Con nota del 6 settembre 2018, ho comunicato al Presidente del Consiglio Comunale che né io, né la giunta, né i dirigenti, né gli amministratori delle partecipate municipali, avremmo partecipato ai lavori delle commissioni consiliari fino a quando non sarebbero state esaminate dallo stesso consiglio comunale le proposte di modifiche regolamentari richieste ed approvate dalla Giunta Comunale.

Il 13 settembre il gruppo consiliare LiberaMe (consiglieri Alessandro Russo – Biagio Bonfiglio – Massimo Rizzo – Nello Pergolizzi) si è fatto promotore di una mediazione politica per addivenire ad un testo di modifiche regolamentari che contemperasse le esigenze dell’amministrazione comunale, salvaguardando le prerogative del consiglio comunale ed in pari data, con apposita nota, ho comunicato al presidente del consiglio comunale il ritiro della nostra proposta ritenendo soddisfacente le modifiche concordate con il gruppo consiliare LiberaMe. A conferma della mia disponibilità al dialogo ed alla mediazione ho rinunciato ad alcune richieste di modifica del regolamento anche se il testo concordato con il gruppo consiliare LiberaMe non è stato quello votato dal Consiglio Comunale. Purtroppo, a seguito di tale intesa, si è scatenata la solita caciara di numerosi consiglieri comunali di vari gruppi che facevano presagire la bocciatura delle modifiche da noi richieste al regolamento consiliare con attacchi scomposti alla mia persona. Non avendo alcuna intenzione di essere condizionato dai consiglieri comunali e diventare ostaggio degli umori della maggior parte di essi, il 28 settembre 2018 ho rassegnato le mie dimissioni da sindaco a far data dal 8 ottobre 2018, chiedendo al Presidente del consiglio comunale di convocare con urgenza una apposita seduta di consiglio con il seguente ordine del giorno:

  • – Esame della relazione di inizio mandato del Sindaco;
  • – Misure indifferibili ed urgenti a salvaguardia degli equilibri economico – finanziari del comune e del sistema delle partecipate municipali (cosiddetto Salva Messina);
  • – Dimissioni del Sindaco;

Il 30 settembre 2018 ho convocato un apposito comizio in piazza municipio per spiegare alla città cosa stava succedendo nel palazzo municipale, esponendo la relazione di inizio mandato e le motivazioni che mi avevano costretto a rassegnare le mie dimissioni da Sindaco. Migliaia di messinesi sono scesi in piazza ed hanno seguito per circa quattro ore la relazione di inizio mandato con apposite slide a supporto della spiegazione del disastro che avevamo ereditato dalla precedente gestione amministrativa, con la dovizia dei dettagli che mi avevano indotto a rassegnare la dimissioni da Sindaco di Messina.

La relazione di inizio mandato è stata inviata al Presidente del consiglio comunale ed ai consiglieri comunali in data 5 ottobre 2018. Il Presidente del consiglio comunale in data 1 ottobre 2018 in riscontro alla mia precedente richiesta di convocazione urgente del consiglio comunale aveva fissato per il 5 ottobre una apposita riunione per trattare la relazione di inizio mandato e per il 13 ottobre la trattazione del Salva Messina e delle mie dimissioni. Con mia nota del 3 ottobre ho ringraziato il presidente del consiglio comunale ed ho chiarito che l’efficacia delle mie dimissioni sarebbe stata il 16 ottobre, cioè dopo venti giorni dal deposito in segreteria generale per come previsto dalle normative vigenti.

Nel frattempo, nella seduta del 3 ottobre 2018, il consiglio comunale ha accolto solo una minima parte delle nostre richieste di modifica del regolamento del consiglio comunale (delibera 50/c consiglieri presenti 30; favorevoli 27; contrari 2; astenuto 1). Io a questa seduta di consiglio comunale non ho appositamente partecipato per non condizionare il dibattito e consentire una serena riflessione sul merito delle questioni. Nonostante tutto, mi sono fidato di un patto tra gentiluomini definito con alcuni consiglieri comunali sull’applicazione sostanziale di alcune norme di buon senso, pur se non formalizzate nel regolamento con le modifiche da me richieste.

La conquista più importante è comunque la certezza dei tempi di trattazione delle proposte del Sindaco per come previsto dalla nuova versione dell’art. 58 comma 4: “Le proposte di delibera, munite di tutti i pareri di regolarità tecnica e contabile e corredate degli altri pareri e della documentazione richiesta dalle normative che disciplinano ogni specifico argomento quando espressamente richiesto dal Sindaco per conto della Giunta Municipale devono essere esaminate ed esitate dalla commissione consiliare competente entro dieci giorni lavorativi dall’avvenuta trasmissione alla Presidenza del Consiglio Comunale. Trascorso inutilmente tale termine, la proposta di deliberazione — se il Sindaco non ritenga di dover assegnare un ulteriore termine — deve essere iscritta all’ordine del giorno del Consiglio comunale per essere esaminata ed esitata nei successivi cinque giorni allo scadere del termine assegnato alla commissione consiliare. Tali termini sono raddoppiati per le proposte di delibere del Sindaco e dei componenti della Giunta Comunale che riguardano il bilancio di previsione, il rendiconto di gestione, la pianificazione urbanistica e la costituzione di nuove aziende o società municipalizzate.”

Il 15 ottobre 2018 il consiglio comunale ha approvato la proposta elaborata dalla giunta comunale “misure indifferibili e urgenti a salvaguardia degli equilibri economico-finanziari del comune e del sistema delle partecipate municipali” cosiddetto “Salva Messina”. Tale provvedimento, di cui si dirà nel dettaglio successivamente, è stato concertato con le organizzazioni sindacali e con il consiglio comunale ed è stato frutto di una mediazione condotta in prima persona con l’accoglimento di alcune proposte di modifica provenienti anche dai consiglieri comunali e dalle organizzazioni sindacali ad ulteriore conferma che il sottoscritto e la giunta comunale non si sono mai sottratti al confronto ed alla condivisione di proposte realizzabili e più valide di quelle formulate dall’amministrazione comunale. Il 17 ottobre 2018 ho revocato le mie dimissioni da Sindaco di Messina avendo avuto ampie assicurazioni dalla maggior parte dei gruppi consiliari e dai singoli consiglieri comunali che si sarebbe proceduto votando i singoli provvedimenti previsti dal Salva Messina, in quanto ritenuti indispensabili per tentare di evitare il dissesto finanziario del Comune con una complessiva azione di semplificazione e razionalizzazione dell’azione amministrativa e la riprogrammazione ed accelerazione degli investimenti comunali. Per un buon periodo si è andati avanti con una ovvia dialettica, a volte aspra, ma nel rispetto del patto tra gentiluomini che era stato definito nell’ambito del Salva Messina e ciò ha consentito di approvare importanti provvedimenti come il Piano di 11 Riequilibrio Finanziario Pluriennale, il Rendiconto di gestione 2017 ed il bilancio di previsione 2019/2021. In occasione dell’approvazione del bilancio di previsione 2019/2021 (deliberazione del Consiglio comunale n.16, seduta del 23 febbraio 2019 i consiglieri comunali presenti erano 24 ed hanno così votato: favorevoli 14, contrari 3, astenuti 4, escono durante la votazione 3) ci siamo resi disponibili, su mia iniziativa, a condividere proposte provenienti dai singoli gruppi consiliari appositamente approvati in degli ordini del giorno al fine di coinvolgere tutto il consiglio comunale su una parte delle attività amministrative di competenza della giunta comunale: parte di queste proposte sono state già attuate e la rimanente parte è in corso di progettazione per essere attuata nel 2020.

Da marzo 2019 in poi abbiamo subito un cambio di atteggiamento della gran parte dei consiglieri comunali con il rimpallo di alcune delibere importanti tra le commissioni ed il consiglio comunale senza addivenire ad una conclusiva votazione o l’insabbiamento delle nostre proposte in violazione dei tempi regolamentari (fuoruscita del comune di Messina dalla fondazione TaoArte – costituzione della società di gestione e valorizzazione immobiliare), la bocciatura senza alcuna motivazione di altre delibere attuative del Salva Messina (compartecipazione ai servizi municipali), lo stravolgimento di delibere per renderle non attuabili e la proposizione di delibere in piena contraddizione alle precedenti deliberazioni (ispettori ambientali – revoca stato di liquidazione ATM), la strumentalizzazione di vicende delicate con continue convocazioni di commissioni in piena contraddizione con gli atti precedentemente approvati dallo stesso consiglio comunale (ex lavoratori dei servizi sociali), imboscate in consiglio comunale con il prelevamento improvviso di punti in violazione del regolamento consiliare (riduzione dei componenti dei cda delle partecipate – fuoriuscita da TaoArte) Nonostante tutto, mi sono fatto promotore di una riunione con la presidenza del consiglio comunale e con tutti i capi gruppo, richiedendo al Presidente del consiglio comunale, con nota del 28 marzo 2019, una apposita convocazione. Nonostante 12 avessi concordato la data e l’orario con lo stesso Presidente del Consiglio Comunale per l’1 aprile, alla riunione non si è presentato nessuno, mentre mi è stata fatta pervenire in pari data una nota dello stesso Presidente del Consiglio Comunale che mi comunicava la non disponibilità dei capigruppo alla partecipazione alla riunione senza fornire alcuna spiegazione.

Eppure, potendo nominare entro il mese di giugno altri due assessori a seguito dell’intervenuta modifica normativa (art. 33 legge regionale n. 3/2019), anche nel comizio di apertura della campagna elettorale per le elezioni europee del 24 aprile a piazza Cairoli avevo ribadito la mia disponibilità per definire una maggioranza stabile in consiglio comunale formata da quei consiglieri comunali responsabili che avrebbero scelto anche i due nuovi assessori per suggellare questa nuova intesa per portare avanti la città. Anche questa mia apertura non è servita a nulla, nonostante siamo stati sempre disponibili al dialogo con i consiglieri comunali e tutti sono sempre stati ascoltati dal Sindaco, dagli assessori o dai componenti dei cda delle partecipate municipali per le loro legittime richieste e segnalazioni di rilevanza collettiva. Nella mattinata del 12 giugno u.s. si è consumato lo strappo definitivo durante i lavori della conferenza dei capi gruppo e di pomeriggio in consiglio comunale ove è stato stravolto l’accordo che avevamo definito in mattina in merito all’ordine degli argomenti da trattare: avevamo deciso di trattare come primo punto la fuoriuscita del comune da TaoArte, invece il consiglio comunale ha deciso di rinviare la trattazione nonostante tale argomento fosse stato affrontato per ben quattro volte nelle commissioni e per ben tre volte in consiglio comunale nei cinque mesi precedenti. Di fronte all’ennesima provocazione ed umiliazione, ho ritirato la delibera ed ho abbandonato l’aula. Stessa sorte è toccata l’indomani alla delibera per l’istituzione degli ispettori ambientali indispensabili per vigilare sul servizio di raccolta differenziata porta a porta: il consiglio comunale ha deciso, senza alcuna motivazione, di eliminare la previsione di avvalersi delle associazioni di volontariato, rendendo di fatto inattuabile 13 il regolamento prontamente ritirato dalla votazione finale dall’assessore Dafne Musolino, in quanto, così per come era stato modificato, non aveva più alcun senso pratico.

In occasione della presentazione della relazione del primo anno di attività, comizio del 29 settembre 2019, ho proposto ai consiglieri comunali di individuare un nominativo da designare come assessore con il compito di tenere rapporti stabili tra la giunta ed il consiglio comunale: anche questa proposta non è stata presa in considerazione. Prima e subito dopo le ferie, ho ulteriormente rilanciato nel consolidare i rapporti tra giunta e consiglio comunale negli incontri tenutesi con tutti i gruppi consiliari, (il 7 agosto Forza Italia, Gruppo Misto e Movimento 5 stelle; giorno 8 agosto con Libera ME, Bramanti Sindaco e Lega con Salvini; giorno 16 settembre il Partito Democratico e Sicilia Futura), nel proporre la partecipazione ai lavori di giunta comunale dei vari capigruppo per condividere preventivamente tutti gli argomenti di competenza del consiglio comunale ma, tranne qualche timida disponibilità di qualche gruppo, nessuna apertura si è registrata in tale direzione. È stata data la possibilità a tutti i consiglieri comunali di studiare la relazione del primo anno di attività di Sindaco avendone trasmessa copia alla presidenza del consiglio comunale e ad ogni singolo consigliere comunale in data 7 ottobre 2019, con nota prot.n.300668, si sono tenute ben 5 sedute di consiglio comunale, dal 24 ottobre al 14 novembre e precisamente: 24 ottobre (intervento del Sindaco) – 29 ottobre (interventi degli Assessori) – 6 novembre (interventi Consiglieri) – 12 novembre – 14 novembre (interventi delle Società Partecipate), per dibattere la fondatezza dei dati riportati in circa 1500 pagine di relazione con un confronto che mai si era registrato nella storia politica amministrativa della città di Messina. In tale occasione nessun consigliere comunale è stato in grado di mettere in discussione quanto riportato nella relazione sul primo anno di attività non per incapacità argomentativa ma perché la verità dei fatti è inconfutabile anche per il più brillante e preparato oratore.

In occasione degli incontri da me promossi, dal 27 al 28 novembre 2019, per l’approvazione dell’ultima variazione di bilancio (seduta del 28 novembre 2019 – Delibera n.574 “Variazione al Bilancio di Previsione Finanziaria 2019-2021. ex art. 175 del T.U.E.L” consiglieri comunali presenti ad inizio seduta: 17; Consiglieri comunali presenti 17 Favorevoli: 14; contrari: 2; Astenuti: 1; ho registrato delle pretestuose rigidità di alcuni consiglieri comunali che mi rimproveravano alcuni l’assenza di margini per poter proporre delle iniziative ed altri mi accusavano di non aver mantenuto gli impegni assunti con gli ordini del giorno votati in occasione del bilancio di previsione 2019/2021 non rendendosi conto che gran parte delle proposte avrebbero richiesto almeno un anno per essere attuate trattandosi di opere pubbliche da progettare ed appaltare previa individuazione della corretta copertura finanziaria.

Nel frattempo il consiglio comunale nelle seduta del 18 novembre 2019, boccia la delibera di approvazione del rendiconto 2018 di ARISME senza alcuna motivazione La votazione è la seguente: Delibera n.548 del 18 novembre 2019 “A.RIS.ME – Bilancio consuntivo 2018” consiglieri comunali presenti ad inizio seduta 23 Consiglieri comunali presenti all’atto della votazione 21 favorevoli 10 contrari 8 Astenuti 3 e nella medesima seduta del 18 novembre 2019, approva il bilancio di previsione di ARISME: Delibera n.549 “A.RIS.ME – Bilancio di previsione esercizio finanziario 2019-2021 – budget pluriennale 2019-2021 e piano programma 2019 – 2021” consiglieri comunali presenti ad inizio seduta: 26; 15 Consiglieri comunali presenti 24

Favorevoli: 13; contrari: 6 Astenuti: 5; Delibera n.549 “A.RIS.ME – Bilancio di previsione esercizio finanziario 2019-2021 – budget pluriennale 2019-2021 e piano programma 2019 – 2021” –

immediata esecutività: consiglieri comunali presenti ad inizio seduta: 26; Consiglieri comunali presenti 22 Favorevoli: 13; contrari: 6 Astenuti: 3; L’immediata esecutività viene respinta

Durante la predisposizione delle proposte di delibera di fine anno attuative del “salva Messina” (presa d’atto relazione dei liquidatori ATM – aumento di capitale AMAM ed ATM spa – bilancio 2020 -2022 ed altre delibere connesse) sono arrivati gli avvertimenti e le richieste di una parte dei consiglieri comunali che avevano sostenuto il “Salva Messina” preannunciando la loro assenza in aula o il loro voto contrario non avendo trovato ancora soddisfazione per alcune loro richieste. Non potendo ulteriormente accettare questo modus operandi e cosciente della delicatezza delle scadenze amministrative ho deciso di reagire a modo mio e durante la diretta FB del 17 dicembre 2019, ho denunciato l’ennesimo tentativo di condizionamento dell’attività del Sindaco e della sua giunta usando anche termini fuori le righe ma frutto del mio stato d’animo di servitore della comunità frustrato dall’atteggiamento di alcuni consiglieri comunali in contrasto con il perseguimento del bene comune.

Nella seduta di consiglio comunale del 16 dicembre 2019, si è consumata la vendetta di alcuni consiglieri comunali che hanno affossato la delibera di presa d’atto della 16 relazione dei liquidatori ATM con assenze improvvise durante i lavori d’aula e con il loro voto contrario o astenuto (equiparato al contrario): Delibera n. 599 del 16 dicembre 2019 “Piano di Liquidazione Azienda Speciale Atm”: Consiglieri comunali presenti ad inizio seduta: 23; Consiglieri comunali presenti all’atto del voto 23; favorevoli 11; astenuti 12; La Delibera è respinta La gravità del gesto è da ascrivere agli originari 23 voti favorevoli espressi nella seduta del 23 novembre 2018: Delibera n.72/C “Delibera di messa in liquidazione dell’Azienda Trasporti Messina ai sensi dell’art.50 dello Statuto Aziendale” consiglieri comunali presenti ad inizio seduta 28; Consiglieri comunali presenti all’atto della votazione 23 favorevoli 23; contrari 0; Astenuti 0; per la messa in liquidazione dell’azienda speciale ATM che, in questa ultima occasione del 16 dicembre 2019, si sono ridotti senza alcuna valida motivazione ad appena 11 voti favorevoli.

Pur trattandosi di un gesto scorretto nei confronti dell’operato dell’amministrazione comunale ed una ingiustificata violazione degli accordi definiti nel “Salva Messina”, ho subito in silenzio questo ulteriore gesto che ha causato la legittima reazione dei commissari liquidatori che hanno immediatamente inoltrato l’istanza di liquidazione coatta dell’azienda ATM aggravando ulteriormente il precario quadro gestionale del servizio di trasporto pubblico locale messo a repentaglio dalle richieste di rientro della scopertura di circa 7 milioni di euro da parte di BNL e da un pignoramento di circa 8 milioni di euro di Riscossione Sicilia a fronte di una situazione debitoria di 17 oltre 50 milioni di euro per oneri riflessi ed altre imposte non versate durante la gestione antecedente ad agosto 2018.

Nella seduta di consiglio comunale del 27 dicembre 2019, dopo l’approvazione del bilancio 2020-2022: Delibera n. 618, seduta del 21dicembre 2019 “Bilancio di Previsione Finanziario 2020- 2022”: consiglieri comunali presenti ad inizio seduta: 26; Consiglieri comunali presenti all’atto della votazione: 23; Favorevoli: 18; Contrari: 3; Astenuti: 2; si è registrato l’ennesimo attacco all’amministrazione comunale con la bocciatura delle modifiche del contratto di servizi tra il comune ed ATM spa con la conseguenziale paralisi di tutto il procedimento: Delibera n. 621 del 27 dicembre 2019, “Approvazione del contratto dei servizi di trasporto pubblico locale nel comune di Messina, che regola lo svolgimento del servizio da parte di A.T.M. s.p.a, società in house del comune di Messina, per il triennio 2020/2022 e per la gestione dei parcheggi e della sosta a pagamento nel territorio del comune di Messina” consiglieri comunali presenti ad inizio seduta 26; Consiglieri comunali presenti all’atto della votazione 22 favorevoli 11; contrari 3; Astenuti 8;

Al cospetto di questa ulteriore ed ingiustificata angheria da parte del consiglio comunale, agevolato dal patologico metodo di voto che equipara gli astenuti al voto contrario, ho abbandonato i lavori del consiglio comunale preannunciando che non avrei partecipato più ai lavori del consiglio comunale per evitare ulteriori umiliazioni.

Nella successiva seduta del 28 dicembre 2019, sono state approvati tutte le delibere poste all’ordine del giorno, nonostante l’assenza dell’amministrazione comunale:  Delibera n.622 del 28 dicembre 2019 “Revisione periodica delle partecipazioni pubbliche art. 20 d.lgs. n. 175/2016”;  Delibera n.623 del 28 dicembre 2019 “A.RIS.ME – bilancio consuntivo 2018”;  Delibera n.624 del 28 dicembre 2019 “Azienda Messina Social City – bilancio di previsione esercizio finanziario 2019/2021 – budget pluriennale 2019/2021 i e il piano programma 2019/2020”; Nella seduta di consiglio comunale del 30 dicembre 2019, convocata in via di urgenza, è stata approvata la modifica del contratto di servizi tra il comune ed ATM spa, con la seguente votazione: Consiglieri comunali presenti ad inizio seduta 28; Consiglieri comunali presenti all’atto della votazione 23; favorevoli 12; contrari 6; astenuti 5; nella stessa veste di quella bocciata nella precedente seduta del 27 dicembre, ma subito dopo è stata bocciata l’immediata esecutività della delibera, con la seguente votazione: Consiglieri comunali presenti ad inizio seduta 28; Consiglieri comunali presenti all’atto della votazione 13: favorevoli 13, contrari 0, astenuti 7; rendendo inutile gli effetti della convocazione di urgenza della seduta del consiglio comunale ed impedendo la sottoscrizione del contratto di servizi già programmato per il l’indomani mattina con l’ulteriore paralisi dell’avvio dell’attività di ATM spa e lo slittamento della sottoscrizione a dopo il 10 gennaio.

Parimenti, a nulla è valsa la mia disponibilità ad essere anche istituzionalmente calpestato dalle continue violazioni regolamentari che in più occasioni il Consiglio Comunale ha consumato a danno della giunta comunale e della comunità: Art. 5 comma 1 La convocazione del Consiglio Comunale è disposta dal Presidente o in caso di assenza o inadempimento dal Vice Presidente Vicario, quindi dal Vice Presidente, escluse le adunanze di cui al successivo comma. Qualora sia richiesta la presenza alla seduta del Sindaco o degli Assessori, il Presidente è tenuto a comunicare con congruo anticipo la data, tenendo conto anche delle esigenze e degli impegni degli stessi. Invece, sia le sedute di commissione che di consiglio comunale sono state convocate senza concordare la preventiva disponibilità del Sindaco e degli assessori, pretendendo la nostra disponibilità in qualunque giorno ed ora della settimana a partecipare ad ore ed ore di dibattito spesso rivelatosi inutile e ridondanti. Art. 43 comma 5 bis 5 bis. Gli emendamenti ed i sub emendamenti sono presentati in via ordinaria in Commissione dai singoli componenti della stessa. Gli emendamenti ed i sub emendamenti possono anche essere presentati in via straordinaria nelle sedute di Consiglio, sottoscritti dal presentatore previa sottoscrizione del relativo capogruppo. Invece, molto spesso nelle commissioni consiliari, luogo naturale di approfondimento tecnico e di mediazione politica, non si è discusso di nulla, o non sono stati formulati emendamenti, mentre in aula è stato aperto il fuoco incrociato con decine di emendamenti che invece andavano presentati in commissione. Art. 57 comma 3 e 4 3. Il Sindaco ed i membri della Giunta possono partecipare, su invito della Commissione, con facoltà di relazione e di intervento nella discussione dell’ordine del giorno, alle riunioni di tutte le Commissioni. Per garantire il buon andamento della gestione dell’Ente, il Sindaco e ciascun membro della giunta possono di norma essere convocati non più di due commissioni a settimana. In caso di convocazione in numero superiore a due, l’invitato può stabilire in quali commissioni garantire le due presenze di cui al presente comma. 20 4. ….

Per garantire il buon andamento della gestione dell’Ente, il Segretario generale e i Dirigenti nonché i componenti dei Consigli di Amministrazione e Direttori Generali delle Aziende partecipate possono essere convocati, di norma, per non più di due commissioni a settimana. In caso di convocazione in numero superiore a due, l’invitato può stabilire in quali commissioni garantire le due presenze di cui al presente comma. Invece, molto spesso non si è tenuto conto degli impegni del Sindaco e degli assessori e degli altri soggetti, subendo convocazioni di commissioni consiliari alle quali, quando non si è stato in grado di partecipare per impegni istituzionali, abbiamo subito pure i conseguenziali attacchi sui media. Art. 58 comma 4 4. Le proposte di delibera, munite di tutti i pareri di regolarità tecnica e contabile e corredate degli altri pareri e della documentazione richiesta delle normative che disciplinano ogni specifico argomento – quando espressamente richiesto dal Sindaco per conto della Giunta Municipale – devono essere esaminate ed esitate dalla commissione consiliare competente entro dieci giorni lavorativi dall’avvenuta trasmissione alla Presidenza del Consiglio comunale. Trascorso inutilmente tale termine – deve essere scritta all’ordine del giorno del Consiglio comunale per essere esaminata ed esitata nei successivi cinque giorno allo scadere del termine assegnato alla commissione consiliare. Invece, tante delibere da noi proposte sono state insabbiate nelle commissioni consiliari per lunghi mesi, altre ancora hanno subito il continuo rimpallo tra le commissioni ed il consiglio comunale senza mai essere poste in votazione, altre volte invece abbiamo subito l’imboscata con l’improvviso prelievo e messa in discussione in nostra assenza tanto per metterci in difficoltà. Le delibere che sono state esitate velocemente dalle commissioni e dal consiglio comunale sono sempre state accompagnate da una mia nota che ha ben evidenziato i motivi dell’urgenza di cui non si è sempre tenuto conto (vedasi approvazione rendiconto 2018).

Ad ulteriore comprova della nostra disponibilità al confronto con il consiglio comunale, si evidenziano alcuni significanti elementi riguardanti il periodo luglio 2018 a dicembre 2019: 21 – Si sono svolte ben 517 riunioni delle 8 commissioni consiliari (di cui n. 133 nel 2018 – n. 384 nel 2019) e precisamente: ANNO 2018 ANNO 2019 1 COMMISSIONE Mobilità e Lavori Pubblici 18 47 2 COMMISSIONE Bilancio e Politiche finanziarie 28 63 3 COMMISSIONE Igiene e Sanità 16 45 4 COMMISSIONE Sviluppo economico e Piano strategico 14 45 5 COMMISSIONE Scuole e politiche culturali 17 49 6 COMMISSIONE Pianificazione urbana 14 45 7 COMMISSIONE Politiche sociali 13 44 8 COMMISSIONE Statuto e Affari istituzionali 13 46 TOTALI 133 384 TOTALE 517 La presenza dell’amministrazione comunale e degli organi sociali delle partecipate è sempre stata garantita quando espressamente richiesta, tranne qualche rara eccezione per impegni istituzionali precedentemente assunti e dei quali non si è potuto o non si è voluto tenere conto in sede di convocazione delle relative commissioni consiliari; – Si sono tenute n. 199 sedute di consiglio comunale (di cui n.73 nel 2018 e n. 126 nel 2019) e la presenza dell’amministrazione comunale e degli organi sociali delle partecipate è sempre stata garantita, quando espressamente richiesta, e mai è saltato un consiglio comunale, per responsabilità a noi ascrivibili; – Abbiamo risposto a ben 219 interrogazioni presentate dai singoli consiglieri comunali, di cui n.72 interrogazioni nell’anno 2018, n.147 interrogazioni nell’anno 2019 (inevase anno 2019 n. 13) così come di seguito elencate: 22 INTERROGAZIONI EVASE ANNO 2018 SINDACO DE LUCA CATENO 19 ASS. V.S. SALVATORE MONDELLO 15 ASS.DAFNE MUSOLINO 7 ASS.GIUSEPPE SCATTAREGGIA 3 ASS.CARLOTTA PREVITI 2 ASS.MASSIMILIANO MINUTOLI 11 ASS.ALESSANDRA CALAFIORE 12 ASS.VINCENZO TRIMARCHI 3 TOTALE 72 INTERROGAZIONI ANNO 2019 – EVASE INTERROGAZIONI ANNO 2020 – DA EVADERE SINDACO DE LUCA CATENO 15 0 ASS. V.S. SALVATORE MONDELLO 50 2 ASS.DAFNE MUSOLINO 40 5 ASS.GIUSEPPE SCATTAREGGIA 4 0 ASS.CARLOTTA PREVITI 2 1 ASS.MASSIMILIANO MINUTOLI 6 3 ASS.ALESSANDRA CALAFIORE 21 1 ASS.VINCENZO TRIMARCHI 9 1 ASS.VINCENZO CARUSO 0 0 TOTALE 147

sempre nei tempi previsti dal regolamento, tranne qualche volta per disguidi causati dal protocollo; – Si sono tenute 155 sedute formali di giunta comunale (di cui n. 45 nel 2018 – n. 110 nell’anno 2019) che hanno consentito al consiglio comunale di avere un numero ragguardevole di proposte da esaminare. La Giunta comunale ha deliberato n. 354 delibere nell’anno 2018 e n.845 delibere nell’anno 2019. – Sono state approvate da luglio 2018 a dicembre 2019 n. 684 delibere da parte del Consiglio Comunale, così suddivise: nell’anno 2018 n 59 delibere di cui 43 proposte dalla giunta comunale e n.10 proposte dai consiglieri; nell’anno 2019 n. 625 di cui n. 575 proposte dalla giunta comunale e n. 55 di iniziativa dei singoli consiglieri comunali; 23 – Ho convocato ben 22 incontri (5 nell’anno 2018 e 17 nell’anno 2019) con i singoli gruppi consiliari e con i capigruppo e per discutere il merito delle nostre proposte di delibere più rilevanti da esaminale in consiglio comunale; – Ho sempre incontrato singolarmente tutti i consiglieri comunali che hanno espresso tale necessità e gli assessori ed i cda delle partecipate si sono sempre messi a disposizione di ogni singola richiesta e segnalazione dei consiglieri comunali; – Ho redatto decine di vademecum per ogni documento finanziario sottoposto all’esame del consiglio comunale per rendere più semplice e trasparente ogni dato contabile al fine di coinvolgere nel merito ogni singolo consigliere comunale; – Ho partecipato ad ogni iniziativa pubbliche con i singoli consiglieri comunali che hanno espresso tale esigenza ed ogni assessore ha partecipato a tutti gli incontri pubblici e privati richiesti da ogni singolo consigliere comunale; Nonostante questa comprovata e costante nostra disponibilità, in consiglio comunale si sono registrati atteggiamenti sempre taciuti dai consiglieri comunali onde evitare di far emergere alcune patologie che vanno immediatamente curate per evitare che una parte dei consiglieri comunali condizioni occultamente l’andamento dei lavori. Da una prima sommaria indagine effettuata risulta quanto segue: – Circa il 35% dei consiglieri comunali è presente all’inizio o durante le sedute di consiglio comunale ma risultano assenti all’atto delle votazioni delle singole delibere (nelle commissioni la situazione appare più drastica); – Circa il 40% dei consiglieri comunali presenti in consiglio comunale all’atto della votazione di astiene; – Circa il 60% dei consiglieri comunali presenti all’atto delle votazioni esprime compiutamente il voto con un si o con un no;

MODIFICHE URGENTI AL REGOLAMENTO CONSILIARE Al fine di non intralciare il buon andamento della pubblica amministrazione municipale, di non consentire comportamenti meramente ostruzionistici, di non agevolare la mancata assunzione di responsabilità da parte dei singoli consiglieri comunali, di instaurare un rapporto di maggiore e leale collaborazione tra la giunta ed il consiglio comunale, di non generare disparità di trattamento tra i singoli consiglieri comunali, di evitare di avallare comportamenti artificiosi per la riscossione delle indennità di presenza o per i rimborsi degli oneri ai datori di lavoro, la giunta comunale propone al consiglio comunale di modificare ed integrare il regolamento consiliare come segue: 1. Modifiche dell’art. 5 comma 1: Dopo la parola assessori aggiungere “segretario generale, dirigenti comunali, componenti dei cda partecipate, direttori generali partecipate o del collegio dei revisori dei conti” 2. Modifica art. 11 comma 1. Cassare al terzo rigo da “sia ai fini del quorum necessario per l’adozione delle deliberazioni” 3. Modifiche all’ Art. 33 comma 5 aggiungere dopo la parola il Sindaco “il vice sindaco ed i singoli assessori proponenti possono” (per coordinarlo con art 43 comma 6) 4. Le previsioni dell’art. 47 commi 22 e 23 vengono modificate come segue: “Le sedute dei consigli comunali si devono concludere con una risoluzione sottoposta ai voti dei suoi componenti. I consiglieri comunali assenti all’atto della votazione della risoluzione o che non sono stati presenti per almeno ¾ dei lavori del consiglio comunale non hanno diritto a percepire alcuna indennità di presenza. I consiglieri comunali che non intendono partecipare al voto della risoluzione devono farlo constatare all’atto della votazione della risoluzione pena la perdita dell’indennità di presenza. L’assenza anche temporanea dai lavori del consiglio comunale devono regolarmente risultare dal verbale di ogni singola seduta;” 5. Aggiungere dopo i commi 22 e 23 dell’art. 47 il seguente comma: 25 “Le sedute di ciascuna commissioni consiliari si devono concludere con una risoluzione sottoposta ai voti dei suoi componenti. I consiglieri comunale assenti all’atto della votazione della risoluzione o che non sono stati presenti per almeno ¾ dei lavori della commissione consiliare non hanno diritto a percepire alcuna indennità di presenza. I consiglieri comunali che non intendono partecipare al voto della risoluzione devono farlo constatare all’atto della votazione della risoluzione pena la perdita dell’indennità di presenza. L’assenza anche temporanea dai lavori della commissione consiliare devono regolarmente risultare dal verbale di ogni singola seduta;” 6. Le previsioni dell’art. 47 comma 24 vengono modificate come segue: “Il venir meno dei presupposti dell’indennità di presenza per la partecipazione ai lavori delle commissioni consiliari e del consiglio comunale viene qualificata assenza ai lavori delle commissioni e del consiglio comunale a tutti gli effetti di legge, ivi inclusi il rimborso al datore di lavoro, ai sensi e per gli effetti della L.R. n. 30 del 23/12/2000 e ss.mm e ii.;” 7. I lavori delle commissioni consiliari e del consiglio comunale devono essere trasmessi in diretta streaming tranne che per motivi di opportunità per gli argomenti trattati, specificamente motivata e condivisa alla maggioranza dei consiglieri comunali, richiedono la seduta a porte chiuse; 8. Il Sindaco e gli assessori hanno il diritto ed il dovere di partecipare alle sedute di ciascuna commissione consiliare e del consiglio comunale qualora all’ordine del giorno siano inseriti argomenti dei quali sono i proponenti. 9. Modifiche dell’art. 43 aggiungere il comma 5 bis: “Gli emendamenti che non sono stati presentati nelle commissioni consiliari competenti o che non sono stati ritenuti ammissibili nelle commissioni consiliari competenti non possono essere riproposti in consiglio comunale. Gli emendamenti ed i sub emendamenti possono anche essere presentati in via straordinaria nelle sedute di Consiglio purché non ritenuti ammissibili nella competente commissione consiliare ma devono essere sottoscritti dal presentatore previa sottoscrizione del relativo capogruppo”. 10.Art. 56 alla fine del comma 7 aggiungere: “Qualora sia richiesta la presenza alla seduta del Sindaco, degli Assessori, del segretario generale, dei dirigenti comunali, dei componenti dei cda partecipate, dei direttori generali partecipate o del collegio dei revisori dei conti” il Presidente è tenuto a comunicare con congruo anticipo la data della seduta, tenendo conto anche delle esigenze e degli impegni degli stessi. Le predette modifiche sono indispensabili per le seguenti finalità: 26 1. La presenza dei consiglieri di appena 40 minuti ad inizio dei lavori o durante i lavori (consiglio e commissioni) per far maturare il gettone di presenza e poi sparire contribuendo a far venir meno il numero legale e mortificando i consiglieri comunali che invece rimangono in aula per più ore in base alle dinamiche dei lavori d’aula. Oltre al costo del gettone di presenza bisogna mettere in conto anche il costo lordo del permesso retribuito dei consiglieri comunali che hanno un rapporto di lavoro subordinato. Per ora basta 40 m di presenza per percepire l’intero gettone di presenza e l’integrale rimborso al datore di lavoro per l’assenza retribuita nei limiti massimi stabiliti dalla legge che sono ben più ampi dei 40 minuti di mera presenza in aula; 2. Eliminazione dell’equiparazione del voto di astensione al voto contrario che consente di non far assumere la diretta responsabilità di un si o di un no e di bocciare le delibere strumentalizzando ed abusando dell’istituto dell’astensione in luogo di un voto contrario che invece andrebbe motivato; 3. Eliminare la duplicazione di attività svolta prima nelle commissioni e poi nel consiglio comunale. Le commissioni consiliari hanno senso se sono finalizzate al confronto tecnico ed emendativo delle singole proposte che dovranno essere successivamente poste alla votazione del consiglio comunale. Anche dal resoconto dei lavori delle commissioni e dei consigli comunali si evince una costante duplicazioni delle attività oppure un mancato approfondimento nelle commissioni per rinviarlo in consiglio comunale forse per mettersi in mostra un po’ di più; 4. Prevedere anche per le commissioni quanto già previsto per i lavori di consiglio comunale sulla presenza della giunta, dei dirigenti, delle partecipate ai lavori delle singole commissioni per evitare incaute convocazioni che intralciano le attività preventivamente definite dall’esecutivo o dalle figure apicali del comune e delle partecipate”

Segue la lista delle “cose fatte”. Questa riteniamo dovranno giudicarla i messinesi.

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