Messina, 18 novembre

Cateno De Luca & Co. sono volati a Barcellona allo SMARTCITY Expo World Congress, come rappresentanza di Messina, una delle città chiamate a partecipare all’evento per mostrare i propri progetti. Messina, con sindaco al seguito, avrà uno spazio espositivo dove potrà illustrare i progetti per una città intelligente mediante l’utilizzo delle nuove tecnologie.

In particolare Messina presenterà i due progetti MEsMart e Urbamid+ che ipotizzano una città cablata e video sorvegliata che permetterà di gestire in remoto i servizi pubblici ed il monitoraggio del territorio. Ma è questa una Smart City? No, ma è un primo passo su un terreno davvero molto più ampio. Al mondo ci sono ben 153 città che hanno presentato progetti in linea con la strategia ufficiale di smart city. Di questo però solo 10 nel mondo sono ad uno stadio avanzato di realizzazione:

  • Vienna
  • Toronto
  • Parigi
  • New York
  • Londra
  • Tokyo
  • Berlino
  • Copenaghen
  • Hong Kong
  • Barcellona

E le altre? Applicazione reale della tecnologia alla vita delle città, come si può vedere, corrisponde al concetto di economia avanzata. Ed il concetto si conferma se guardiamo la lista delle città più smart d’Italia:

  • Milano
  • Torino
  • Bologna

Sta davvero messo male il SUD che comunque avverte l’emergere di città come Bari e Lecce.

Ma cosa significa SMART CITY?

E’ semplicistico collegare il concetto di Smart City a quello di tecnologia. Le smart city non sono solo connettività a 5G o sensori e telecamere. Sono piuttosto un vero e proprio ecosistema dinamico al quale contribuiscono in prima persona i cittadini, con un solo obiettivo quello di un progresso continuo e mai terminante. Un sistema in cui Governance, tecnologia e cittadini interagiscono in modo proattivo.

La realizzazione delle Smart City non è una velleità, ma un’imperativo. Si calcola che entro il 2050 il 70% della popolazione mondiale si concentrerà nelle città. Su una popolazione stimata in crescita e che oggi è di 7,7 miliardi ciò significa che le città sono destinate a crescere in modo esponenziale e gli attuali sistemi di governance e di sicurezza non saranno più sufficienti. Pertanto a meno che le città non si trasformino in vere e proprie giungle dove il senso comune è quello del più forte, deve svilupparsi un senso comune completamente diverso e più organico, meno individuale e più collettivo. Non a caso i progetti di Smart City sono più avanti nella loro realizzazione nelle città più popolose del mondo.

Messina è pronta? Dimentichiamoci per un attimo che Messina è una città ad alto tasso di “abbandono”. Ma non trascuriamo questo dato.

Car sharing, auto a guida autonoma, burocrazia snellita e digitale, terreno di coltura per startup e spirito imprenditoriale, venture capital, utilizzo di energie rinnovabili e rispetto per l’ambiente, ma soprattutto massimo rispetto per il condiviso e aspirazione convinta verso gli obiettivi della comunità. Insomma uno spirito sociale, una capacità di visione che è distante anni luce dall’egoistico “giardino” in cui spesso si rinchiude la città classica di provincia.

Messina per crescere e somigliare quanto più possibile almeno ad un embrione di smart city non ha bisogno solo di tecnologia, di sensori e telecamere, il cambiamento epocale è sempre quello culturale. Senza di esso qualsiasi tecnologia è come un computer in mano ad una scimmia, con tutto il rispetto per le scimmie.

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