Alcol ai minorenni alla discoteca “Officina”? Interviene l’Annona e l’assessore Musolino. I genitori hanno prelevato subito i ragazzi.

Messina, 20 ottobre

E’ intervenuta ieri sera l’assessore Musolino e la Sezione Annona, durante una serata organizzata alla discoteca “L’Officina” di via Croce Rossa. La segnalazione per alto volume e disturbo però potrebbe trasformarsi in qualcosa di molto peggio, un reato penale che prevede, nel caso di somministrazione di bevande alcoliche a minori degli anni 16, l’arresto fino a 1 anno ai sensi dell’art. 689 del Codice Penale.

E’ quanto sarebbe stato accertato prima di intervenire, ma i fatti sono in corso di accertamento. Di certo c’è che la Sezione Annona ha sospeso l’evento e richiesto l’intervento dei genitori dei ragazzi minorenni trovati all’interno del locale, che sono venuti in gran fretta riprenderseli.

Ai tavoli bottiglie di superalcolici, miridadi di bicchieri e bottiglie rotte in terra. Insomma tanto tanto alcol.

COSA RISCHIA L’ESERCENTE COMMERCIALE

Il reato di somministrazione e vendita di alcolici a minorenni ha dei distinguo: si tratta solo di illecito amministrativo nel caso della somministrazione di bevande alcoliche a soggetti di età compresa tra 16 e 18 anni, punito con sanzione pecuniaria che può variare tra i 250 ed i 1000 euro (art. 14-ter della legge 30 marzo 2001 nr. 125).

“In caso di vendita a minori degli anni 16 la sanzione può estendersi sino alla sospensione della licenza per l’esercizio commerciale.

In caso di seconda sanzione per somministrazione di alcolici a minori è previsto l‘automatico provvedimento di sospensione dell’attività per un minimo di 3 mesi, nonché sanzione da 500 a 2.000 Euro.

Inoltre non è sanzionata solo la somministrazione, ossia la vendita di alcolici per il consumo, ma anche solo la vendita.

Per l’effetto, la normativa vigente è applicabile anche a tutti quegli esercizi commerciali come supermercati o mini-market che si trovano alla cassa ragazzi con in mano alcolici.

E’ obbligo del titolare dell’esercizio, o chi chiunque si trovi al reparto vendita, chiedere un documento d’identità al ragazzo e accertarsi che abbia compiuto i 18 anni prima di vendere le bevande alcoliche poiché il fatto che il ragazzo dimostrasse più anni o che non avesse con sé un documento non scusa il titolare.

Pertanto è molto rischioso far finta di niente o vendere ugualmente alcool a minori perché i controlli sono sempre più frequenti e le pene sono state innalzate proprio per contrastare il fenomeno.

Ed è importante altresì prestare attenzione anche ai maggiorenni che acquistano alcool per poi dividerlo un istante dopo con i minorenni una volta usciti dall’esercizio pubblico”.

Agenti Operanti: Peditto, Cifalá, Visalli, Chirieleison, Giunta, Sturniolo, Cucinotta, Giordano, Iurato, insieme all’Assessore Musolino che ha preso parte a tutto il servizio.

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