Un anno di De Luca e della sua “strategia comunicazionale”: “Questi siamo”, la stampa “corretta” e quella “squallida”

Messina, 30 ottobre

Tutto va bene” ed anche se non fosse così, certamente “va meglio di prima“. Insomma la rotta, secondo quanto emerso dal confronto con i giornalisti ed il sindaco di Messina, Cateno De Luca, è quella “corretta” che va oggi più decisamente verso un mutamento apprezzabile del sistema economico Messina. Sulla relazione di De Luca e dei suoi assessori poche critiche davvero sostanziali nelle domande dei “colleghi giornalisti“, come il sindaco ha definito quelli presenti (ma lui non lo è): De Luca ha sempre ribattuto colpo su colpo argomentando come solo chi ha scritto e conosce perfettamente ogni rigo delle circa 1.400 pagine, tra relazione del sindaco, degli assessori, delle partecipate e degli esperti.

IL RUOLO della STAMPA SECONDO DE LUCA

Questo incontro è necessario al fine che scriviate conoscendo i fatti” ha detto il sindaco dopo aver ribadito “il ruolo importante che ha la Stampa“. Come se chi scrive lo facesse solo cavalcando un pregiudizio o un taglio editoriale avverso. Meglio forse chi copia e incolla i comunicati stampa del Sindaco? Forse si.

De Luca, così, da un lato riconosce l’importanza dei giornalisti, ma dall’altro però ne richiede il riconoscimento della sua versione, l’unica possibile. Chi non è allineato o evidenzia errori o falle nella “strategia di comunicazione” compie, secondo il Sindaco, un “tentativo squallido di strumentalizzazione”. Qualcosa di inconcepibile, probabilmente, per il Sindaco.

LA STAMPA “CORRETTA” e quella “SQUALLIDA”

Esiste dunque una Stampa corretta” ed una “squallida“? No, certamente e fermamente, anche perché CHI decide chi o cosa è “corretto” e chi non lo è? Ed ancora perché il solo porsi la domanda renderebbe squallido tutto il momento storico messinese. Un momento in cui tutto potrebbe cambiare più facilmente se solo il Sindaco, come per sua stessa ammissione, non cedesse troppo facilmente alle sue intemperanze: “chiedo scusa per alcune mie alzate di toni, ma non vuol dire che non accadranno mai più. Sono fatto così”. Insomma “non cambierò perché non voglio cambiare, così è se vi piace”. E questo peccato veniale lo accettiamo, anzi lo sopportiamo, perché fa parte della sua personalità che amministrativamente sta, secondo noi, davvero impegnandosi per il bene comune, almeno per quello dei conti della Città. Ma non può essere concepibile una scelta del “con chi parlare”. Il Sindaco è SINDACO, rappresenta tutti e DEVE rispondere a qualsiasi giornalista che pone una domanda, anche della più piccola testata, anche solo con un “no comment“, senza sottrarsi. Ferma restando la libertà di risposta, ma anche quella di domandare.

Non si può dire tutto ed il contrario di tutto. Ed inoltre non è corretto, questo sì, alzare il dito contro qualcuno utilizzando i social che, come tutti sanno, “demonizzano” molto facilmente i “nemici” dell‘opinion leader. Una “abitudine” alla quale in tanti, tra giornalisti, consiglieri ed anche “famigerati” sindacati, hanno levato più volte i loro scudi.

I social “come termometro del consenso“? “Per vedere come la città risponde alle azioni di questa amministrazione“? Certamente. Corretta strategia. Ma che NON sia l’unica accreditata e praticabile. Altrimenti dov’è finita la democrazia? Forse in una diretta Facebook, autoreferente?

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