Servizi Sociali: caso Spadaro, “Porti suo figlio in una struttura”, il fastidio e l’insensibilità dopo la nostra intervista.

Messina, 22 settembre 2019

Abbiamo intervistato Carmelo Spadaro nel silenzio generale e con poca attenzione da parte del Sindaco e dell’assessore ai Servizi Sociali. Spadaro, padre di un bambino con gravi problemi di autismo e fisici, è disoccupato e disperato perché non sa più come garantirgli le cure ed il sostentamento necessario. Ma il suo “urlo” di disperazione, invece che suscitare solidarietà ed attenzione da parte delle istituzioni locali ha generato mal celato fastidio, lasciando trasparire cruda insensibilità. Nessuno ha chiamato Carmelo Spadaro. Anzi qualcuno si è fatto sentire: lo afferma lo stesso carmelo Spadaro in un suo post che fa davvero riflettere sulla capacità di valutazione e sulla sensibilità di una delle componenti di un settore che dovrebbe avere a cuore la sorte di famiglie e di bambini in difficoltà, quanto meno sulla scia di quanto scuote ancora l’Italia dopo gli “esempi” vergognosi del caso Bibbiano.

Spadaro, secondo quanto lui stesso racconta, sarebbe stato redarguito da un’assistente sociale circa i contenuti della nostra intervista: ” lei i suoi problemi non li deve buttare su suo figlio non deve pubblicare cose riguardanti a suo figlio ne va dell’immagine del bambino . Poi mi ha detto che dato che ‘se suo figlio è grave come dice lei ci sono delle strutture dove lei lascia suo figlio e lo va a trovare una volta alla settimana“.

Nessuna soluzione, quindi, nessun aiuto se non allontanare il bambino (autistico!) dal suo nucleo familiare. Parole pesanti che speriamo vivamente possano essere smentite dal Dipartimento Servizi Sociali, ma che, se corrispondessero al vero, dovrebbero far prendere provvedimenti seri nei confronti di chi le ha pronunciate, per la sicurezza di tutti.

Lapidario, amaro e disperato il commento di carmelo Spadaro a conclusione del suo post: ” Guardando questa gente nella gli occhi vedevo un segno di vendetta nei miei confronti. Ho detto alla dottoressa che se io dovessi chiudere mio figlio mi sparerei un colpo in testa in quanto non mi sentirei più un genitore e poi me ne sono andato . . Ora vorrei sapere come si può rinchiudere un bambino di 8 anni ? Che cuore ci vuole, ammesso se ne hanno a disporre certe parole ….”. Già che cuore ci vuole? E dov’è il sindaco della gente, Cateno De Luca?

No comments

Rispondi

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: