Messina, 30 settembre

Una tragedia annunciata, così fu definita l’alluvione che cancellò una strada di Giampilieri, che sconvolse Scaletta Zanclea e che affogò Molino, Altolia, colpendo Pezzolo, Briga, Itala e le altre contrade limitrofe. Un fiume immane di fango e pietre che alle 20.40 di quel primo ottobre del 2009 travolse ed uccise 37 persone. Le storie di ognuna di loro sono oggi ancora ricoperte dal fango del nulla di fatto. Nessun colpevole per quella montagna non messa in sicurezza, nonostante le avvisaglie chiare e forti del 2007, nonostante i fondi stanziati. Nel 2017 la corte d’Appello di Messina assolve l’ex sindaco Buzzanca e l’ex sindaco di Scaletta Zanclea Mario Briguglio nel processo per l’alluvione di Giampilieri, ribaltando la sentenza di primo grado che li condannava a sei anni entrambi per omicidio colposo plurimo. Furono così assolti con formula piena. Ma allora di chi fu la colpa. Se lo chiedono ancora oggi gli occhi dei superstiti, dei parenti delle vittime: una domanda alla quale l’unica risposta è stata la ricostruzione e la messa in sicurezza delle pendici delle montagne che avvolgono i paesi colpiti nel 2009, il suono delle sirene che sono state installate perché non accada mai più. Ma il dolore ed il ricordo continua a bruciare vivo, come la paura ad ogni pioggia.

LA VERSIONE DI BUZZANCA – ESCLUSIVO

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