Case dell’acqua o acqua delle case: “un business travestito da ambientalismo”.

Messina, 7 settembre 2019 – Nota stampa Rifondazione Comunista – Circolo P. Impastato PRC Messina – a firma Antonio Currò, segretario cittadino

In tanti comuni italiani dopo il boom iniziale, si stanno rimuovendo le “Case dell’acqua”. Stiamo parlando di  banali distributori di acqua fredda o gassata, poco sostenibili economicamente e non del tutto funzionali. L’Amministrazione con singolare tempismo ha pensato bene di installarne 12 sul nostro territorio.

Questi distributori, gestiti spesso dalle partecipate comunali per il servizio idrico e in altri casi da privati concessionari del servizio (come nel nostro caso), si sono rivelati, dopo una prima fase di sperimentazione, decisamente energivori e costosi per garantirne la pulizia costante e la sicurezza igienico-sanitaria. Infatti l’incostante attività manutentiva e i ridotti controlli potrebbero generare l’erogazione di un’acqua con una forte carica batterica.

Lo scorso 30 agosto è scaduto l’avviso per l’affidamento in concessione della fornitura e la gestione di questi distributori.

Nel nostro caso il servizio è a pagamento, non è gestito direttamente dall’AMAM, ma sarà gestito da un privato che si aggiudicherà la gara, con una concessione, il cui valore è di 100 mila euro in dieci anni.

Tutti gli oneri derivanti dalla fornitura e dalla gestione della casa dell’acqua saranno a carico del concessionario che remunererà il proprio investimento attraverso il pagamento diretto da parte dell’utenza di una somma di denaro non superiore ad Euro 7 cent. per litro d’acqua naturale, Euro 9 cent. per litro di acqua gassata, Euro 5,00 per acquisto card e di Euro 5,00 per il rinnovo di questa. Inoltre, presumendo maggiori costi di gestione, l’avviso prevede un aumento delle tariffe. Si veicola un messaggio negativo ed insidioso: l’acqua potabile e di qualità esce solo da questi distributori ed è migliore di quella che entra nelle case dei messinesi. L’acqua deve essere gratuita e di qualità!

Non sottovalutiamo sicuramente i vantaggi ambientali ed economici per famiglie che, utilizzando bottiglie di vetro, pagherebbero l’acqua gasata, ad esempio, la metà rispetto alle bottiglie confezionate del supermercato.

Tuttavia questo non può giustificare l’installazione di distributori privati di acqua refrigerata trattata per di più con blandi processi di affinamento, dalle caratteristiche quasi identiche a quelle dell’acqua che esce dai nostri rubinetti. L’indagine, di qualche anno fa, di Altroconsumo confrontò l’acqua proveniente dalle fontanelle pubbliche e quella prelevata dalle case dell’acqua: le due acque dal punto di vista della qualità̀ si equivalevano!

Diciamolo chiaramente, l’installazione delle case dell’acqua è un‘operazione di marketing commerciale camuffata da ambientalismo, un business collaterale con cui le aziende private, attive sovente in altri settori merceologici, si fanno pubblicità: Il capitalismo dal volto Green che coglie profitti servendosi strumentalmente delle questioni ecologiche e ambientali.

L’avviso prevedeva ben 14 punti per le aziende che hanno più installazioni nel territorio italiano: un aiutino per le aziende più grandi sul mercato.

Si deve secondo noi migliorare il servizio ai cittadini messinesi che nei mesi estivi, e non solo, subiscono, con gravi disagi, la riduzione dell’acqua già dalle 13 e ricorrono ad autoclavi e serbatoi (sacrificando la sicurezza igienico-sanitaria) per non rinunciare al bene prezioso.

L’acqua che arriva nelle nostre case è microbiologicamente pura a dalle buone proprietà organolettiche: i prelievi eseguiti il 15/03/2018 effettuati dalla Chemitecno Sud a POZZO BUFARDO e a TORRE ROSSA (sorgenti da cui arriva l’acqua), ci consegnano questi confortanti risultati.

Per fronteggiare le problematiche quotidiane del servizio offerto dall’AMAM  è necessaria una attenta riorganizzazione, superare la carenza di organico ed evitare costosi incarichi di consulenze e affidamenti esterni.

Il problema della penuria di acqua si ripropone con cadenza periodica e, assieme ad i guasti delle condotte, rappresenta un problema serio per i cittadini.

Bisogna mettere in sicurezza i tratti franosi, ma ciò prevede un grande sforzo economico, non possiamo negarlo. Esistono tuttavia altre soluzioni per potenziare la rete idrica e renderla autosufficiente. In primis dobbiamo occuparci seriamente della sistemazione delle infrastrutture idriche della Città da tempo in uno stato precario, dell’attivazione delle sorgenti non utilizzate e del potenziamento dello storico acquedotto della Santissima, un acquedotto insufficiente ma il più sicuro dei tre.

Si è parlato e scritto di concorsi a tempo indeterminato e determinato per esperti e decine di operai addetti alla manutenzione, ma ad oggi non ci sono notizie su come si stanno svolgendo le operazioni di selezione. Bisogna fare chiarezza su tutti i fronti iniziando ad aggiornare la sezione “trasparenza” del sito.

C’è uno studio del compianto Prof. Ing. Cesare Fulci, in fondo ai cassetti dell’Amam, che individua in modo chiaro le soluzioni che potrebbero portare a Messina l’acqua H24 e gli interventi da fare per mettere in sicurezza l’intera rete di condotte.

Altra nota dolente è il ricorso a ditte esterne per la manutenzione e riparazione della rete e non può essere giustificato dall’emergenza e/o dalla mancanza di personale. 

Tutto ciò ha carattere di urgenza e non può essere sostituito dalle modalità spettacolari alle quali abbiamo assistito fino ad oggi, senza però avere un riflesso davvero vantaggioso per la comunità.

Viste le caratteristiche demiurgiche del presidente Amam Salvo Puccio, tanto esaltate dal Sindaco che nei giorni scorsi gridava al miracolo ad ogni zampillo dalle fontane pubbliche, vi chiediamo noi un miracolo sicuramente alla vostra portata: ritirate l’avviso esplorativo, realizzate il punto, secondo noi centrale del piano industriale AMAM 2019/ 2021, ovvero acqua ‘h24’ nelle case e ripristinate le fontanelle pubbliche non funzionanti a Messina veramente utili, ecologiche e gratuite per la cittadinanza.

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