Appello De Luca: la snervante attesa del Sindaco di Messina. Sentenza attesa per le 13.00

Messina, 11 agosto 2019

E’ un’attesa snervante ma composta quella del sindaco di Messina Cateno De Luca. Nell’aula 2 della Corte d’Appello del Tribunale di Messina, De Luca in completo blu, cuffiette alle orecchie e cellulare in mano attende, seduto al banco degli imputati la decisione della Camera di Consiglio nella quale il Presidente Sicuro e gli altri giudici a latere stanno procedendo a stilare la decisione sul suo futuro. Ma sembra non ci vorrà molto perché la porta a fianco alla sedia del Presidente in aula si apra e perché la sentenza d’appello venga letta. Si pensa intorno alle 13.00 .

Cateno De Luca ricordiamo fu assolto, insieme ad altri 17, in primo grado dall’accusa di abuso d’ufficio per i fatti per i quali era accusato nel primo procedimento denominato “Sacco di Fiumedinisi”, perchè “il Tribunale non ha rilevato l’ulteriore requisito richiesto per configurare il reato, ossia l’ingiusto vantaggio patrimoniale” , come scritto nelle motivazioni della sentenza di primo grado. A giudicarlo nel 2018 fu la Seconda sezione penale del Tribunale di Messina, composta da Mario Samperi (presidente), Rosa Calabrò e Valeria Curatolo.

E questa era proprio l’accusa principale nei confronti dell’ex sindaco di Fiumedinisi ed oggi sindaco di Messina, Cateno De Luca. La Procura ipotizzava, infatti, che il Sindaco di Messina all’epoca dei fatti avesse operato ottenendo un ingiusto vantaggio patrimoniale mediante l’illegittimo avvio della procedura di Contratto di quartiere per concessioni edilizie in favore del Caf Fenapi Srl, della Dioniso Srl e della Mabel. Ma per i giudici in primo grado, in base alle motivazioni della sentenza, “non vi sono elementi per ritenere che tali concessioni siano state rilasciate in violazione dell’art. 4 della L. 21/2001 (Contratti di quartiere), atteso che, ai fini del rilascio delle stesse non era stata in alcun modo decisiva la circostanza che il Comune avesse partecipato al bando relativo al Contratto di quartiere”. Secondo il Collegio di primo grado, infatti, il Comune di Fiumedinisi aveva tutti i requisiti normativi per partecipare al bando pubblico relativo ai programmi innovativi in ambito urbano denominato “Contratti di quartiere II” e avevaq anche rilevato “che la partecipazione dei De Luca al Contratto di quartiere quali privati imprenditori intenzionati ad investire con finalità di lucro sul territorio di provenienza non trovi, di per sé, ostacoli nelle finalità della legge, né può affermarsi che gli investimenti proposti dai privati non fossero conformi alle finalità del programma innovativo” .

Oggi si attende invece la decisione in Appello. Liberazione da un lungo calvario giudiziario con l’assoluzione o condanna ? Messina resterà senza sindaco?

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