Barcellona: il ferimento di Genovese “Dentino” non è un agguato criminale. Confessa l’autore.

Barcellona P.G. (Me), 25 settembre 2019

Non è stata un agguato criminale la sparatoria che nella sera del 10 settembre scorso ha visto il ferimento di Alessandro Genovese a Barcellona P.G. . Sarebbe stato piuttosto un caso di litigio tra vicini che ha innescato la furiosa reazione di un pensionato cacciatore che ha imbracciato il suo fucile e l’ha rivolto contro il Genovese. La caratura del ferito, detto “dentino” aveva fatto pensare ad un regolamento di conti, visti i precedenti per spaccio e la sua vicinanza ai clan barcellonesi. Ciò che però ha da subito fatto escludere la pista mafiosa al procuratore capo del Tribunale di Barcellona Emanuele Crescenti ed al comandante della Compagnia dei Carabinieri del Longano, capitano Carosone, è stata proprio il tipo di arma utilizzato: un fucile da caccia. Da approfondimenti di indagine sono infatti emersi i frequenti litigi tra il Genovese e l’anziano ieri reo confesso, relativi ai cani di cui è proprietario il cacciatore. Litigi culminati nel fatto di sangue del 10 settembre scorso. Ha confessato dunque l’anziano cacciatore al quale è stato sequestrato un fucile da caccia con le canne mozzate. Nonostante la confessione si attendono comunque gli esiti della scientifica sull’arma al fine di decidere i provvedimenti nei confronti dell’anziano, difeso dall’avvocato Pinuccio Calabrò.

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