Al Duomo le lacrime per Aurora De Domenico. “Everything to fate”, ma a Messina nulla può più essere lasciato al caso.

Messina, 27 agosto 2019

Troppe lacrime. Troppi funerali di giovani incolpevoli. Troppa superficialità nelle strade. Troppi incidenti e troppe vittime per una sola estate.

Aurora De Domenico è entrata al Duomo di Messina dalla porta centrale portata a spalle da giovani già più grandi di lei. I suoi quattordicianni appena che non potranno diventare quindici il prossimo 16 settembre sono stati annientati ed offesi da chi ha deciso che non esiste rispetto né per il codice della strada, né per il prossimo ed ha compiuto un gesto pericolosossimo con la propria auto invadendo la strada di due fratelli che spensierati stavano recandosi a vivere la propria gioventù. Una vita spezzata ed un’altra, quella del fratello di Aurora, Alberto, gravata per sempre da un ricordo terribile.

Per il resto tutto secondo il tremendo “copione” di queste funzioni religiose a conclusione di eventi innaturali come questi e che quest’anno sono già sei in soli sei mesi. Tanti giovani in chiesa. Compagni di scuola ed amici chini su una bara chiara coperta di fiori, a prendere d’improvviso coscienza che la vita può finire in un attimo e che l’età non costituisce lasciapassare.

“Everything to fate”, si legge sulle magliette indossate da Alberto, con una vistosa fasciatura ed un tutore alla gamba offesa da quel maledetto venerdì sera, si legge sul bianco delle t-shirt degli amici di Aurora, “Tutto al destino”. Ma Messina non può lasciare più nulla al caso, bisogna intervenire per le troppe vittime, per i troppi incidenti. Tra i fiori accanto alla piccola bara, spiccano tra tutti quelli bianchi dell’associazione Familiari Vittime della strada: un urlo silenzioso che vuol dire “BASTA !” .

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