Un ANNO di De Luca “detto” Cateno: il “clima” da calci in culo e il consenso perso per strada. Ecco cosa è stato fatto .

Messina, 14 agosto 2019

24.06.2018 – 24.06. 2019 . 365 giorni di Amministrazione targati De Luca . Non diro’ cosa NON E’ STATO FATTO, ci hanno pensato tanti colleghi e tutte le testate, e quasi tutti hanno scritto che questa AMMINISTRAZIONE non ha fatto nulla

Non perche’ i giornalisti sono tutti nelle mani dei poteri forti (questa entita’ astratta evocata a ogni pie’ sospinto dal Sindaco), ma perche’ lo dicono i fatti e non si puo’ negare l’evidenza.

Voglio scrivere, invece, di cio’ che ha fatto in questi 365 giorni il Sindaco della Citta’ Metropolitana di Messina. Non metto in dubbio quando lui dice: “abbiamo dato il massimo”, ma evidentemente ha solo sprecato energie perche’ non si vedono concreti risultati di questi immani sforzi.

Il sindaco e’ stato eletto da tutti coloro che amano le arene e come Caligola ha buttato nell’arena i burattini che gli servono per il suo asfittico spettacolino “i poteri forti, i fannulloni, i dirigenti, le persone da prendere a calci in culo” e i convenuti alla vista del “sangue” che ancora lo osannano.

Il sindaco prometteva, in campagna elettorale, il cambiamento di tutto cio’ che avevano fatto i suoi predecessori e li additava come coloro che avevano “stuprato e umiliato Messina” mentre lui sarebbe stato il Salvatore.

Passata la festa “gabbato lu santu” ed ecco che iniziano i balletti, la “famigerata” Elvira Amata (registrata a sua insaputa) da lui dileggiata diventa una sua sostenitrice, e via con foto e selfie, e via via Germana’, Picciolo, D’Alia, Calderone, Micciche’ e tutti coloro che, confortato dai fatti, SONO SEMPRE STATI PRESENTI, rappresentandosi come veri e propri poteri forti, nel dilaniare Messina e la Sicilia intera. Persone e parte politica da decenni con le mani in pasta. Tuttavia De Luca continua a “difendersi” dai Poteri FORTI con i quali, tutto sommato, sembra aver trovato quanto meno la quadra. Ed è a questo punto che mi domando: Vuoi vedere che il potere forte, sono i deboli, la nonna Peppa, ziu Turiddu e cummari Maria?

Il sindaco De Luca a distanza di 1 anno dalle elezioni ha fatto tanto, anzi tantissimo:

  1. Ha umiliato pubblicamente nel suo primo comizio i lavoratori dell’ATM, urlando e inveendo dall’alto del suo palchetto;
  2. Ha definito fannulloni gli operai e gli attacchini
  3. Ha chiamato ignoti gli ex lavoratori dei servizi sociali
  4. Ha terrorizzato una donna impiegata alla provincia di Messina, che in lacrime scappava e le ha sguinzagliato un vigile provinciale
  5. Ha insultato pesantemente CGIL e UIL
  6. Ha segnalato un uomo con seri problemi familiari, che peraltro De Luca conosce benissimo
  7. Ha pubblicamente umiliato gli ambulanti
  8. Ha cercato di ridicolizzare l’ex Comandate Ferlisi
  9. Ha apostrofato i messinesi come PORCI, ZOZZONI, FANNULLONI, ASINI ecc. ecc.
  10. Ha tolto 1.500.000,00 Euro ai Rom, Sinti e Camminanti. Importo che era gia’ finanziato.

A tal proposito, De Luca sicuramente sconosce la comunita’ Rom di Messina. Vivono qui da tre generazioni, i ragazzi vanno a scuola, si sono sposati anche con messinesi. La comunita’ e’ composta anche da bambini di pochi anni, che hanno in tutto e per tutto le necessita’ dei nostri figli. Sono scesi dalle loro roulotte ed hanno scelto di integrarsi recuperando case affidate loro dalla precedente amministrazione che erano in condizioni indecorose rendendole abitabili e dignitose, pur combattendo spesso con umidità e malanni che ne derivano.

  1.  Ha ignorato fino ad oggi, invece, alcuni morosi incolpevoli, che vivono nelle scuole tra topi, blatte e altri insetti.

Non ha evitato che si continuassero a vessare i disabili gravi chiedendo somme di compartecipazione retroattiva, somme calcolate in modo illegale e cosa ben piu’ grave in campagna elettorale era indignato per le stesse richieste fatte dal suo predecessore, ma conquistato Palazzo Zanca, ha pensato bene di continuare sulla strada tracciata.

  1. Ha ignorato le richieste dei fruitori dei servizi sociali, in compenso ha continuato ad accordare ai funzionari di tale dipartimento  le mansioni, ben pagate, di RUPS
  2. Ha presenziato a tutte le processioni e funzioni religiose che farebbero impallidire mamma Ebe.
  3. Ha solcato tutti i bar e i ristoranti (amici) con selfie d’obbligo
  4. Bandi Amam, ad oggi non c’e’ traccia di graduatorie. Eppure e’ stato dichiarato: “Dalle parole ai fatti”, i fatti ancora non ci sono, forse i nomi dei fortunati si sapranno il 14 agosto?

Ma non è finita.

Ha minacciato, insultato e ridicolizzato la societa’ civile e ancora peggio il Consiglio Comunale che De Luca reputa ostile, ma che spesso dimentica, che e’ stato votato e quindi che e’ anch’esso espressione della volonta’ della citta’. Certo è da dire che alcuni, prima del ballottaggio, sono stati ricevuti dall’allora candidato De Luca e li ha saputi oggi ricompensare (vedi i CDA). I suoi trombati, insomma i NESSUNO delle sue liste saltellano a palazzo Zanca con varie mansioni, l’unico requisito richiesto era quello di aver frequentato la sua segreteria, competenze ZERO e si vede.

Ha fatto accordi con la vecchia politica e ora si lamenta che le sue 6 liste non hanno espresso un solo consigliere comunale.

RISULTATI? Il Sindaco utilizza i bisogni dei cittadini come una clava, ad oggi ha distrutto quel po’ di coesione che c’era ed ha alimentato la diffidenza e l’odio verso i piu’ reietti.

Ha ricostruito quello che i messinesi avevano cercato con di eliminare votandolo, ridando vita a tutti i “sepolcri imbiancati” e con metodo li ha sistemati nei vari CDA.

Qualcuno dovrebbe dirgli che non gli e’ permesso di umiliare questa citta’ con il suo scurrile e volgare parlare.

L’umiliazione più grande per i messinesi e l’utilizzo nei vari CDA e incarichi, parenti e amici degli amici di S. Teresa e zone limitrofe e/o addirittura provenienti dal suo patronato. De Luca si e’ circondato da  personaggi che sono espressioni della vecchia,  becera e solita politica che avversava e dichiarava di combattere.

Li ha COLLOCATI come persone di fiducia, perche’ i messinesi dovrebbero condividere?

I suoi ASSESSORI (che alle comunali forse hanno preso qualche voto dalla loro famiglia) non hanno voce e risultano senza arte ne’ parte. SILENZIOSI e SERVILI, ma hanno qualche collegamento sempre  con la vecchia politica. La maggioranza  se l’e’ costruita prima del ballottaggio e i CDA sono la conferma.

E poi ci sono le baracche. Ancora oggi sono quasi tutte al loro posto, purtroppo ci sono ancora quelle con l’eternit e quindi gli abitanti a distanza di un anno sono a rischio di asbestosi  una grave malattia respiratoria che è direttamente correlata all’inalazione di fibre d’amianto. Ha urlato ai 4 venti questa vergogna e a mio avviso ha fatto benissimo, ma invece di investire i 500 mila euro per costituire l’ARISME e pagare, pagare, pagare per fare molto poco o addirittura niente, avrebbe potuto rivolgersi a delle ditte specializzate  e procedere all’incapsulamento dell’amianto, il costo si attesta a circa 600/700 euro per 30 mq. Avrebbe potuto mettere in sicurezza gli abitanti delle baracche con l’eternit e con tranquillita’ cercare di reperire fondi e case da destinare ai baraccati che non sono del 1908. Anche su questo si continua a mistificare la realta’.

A proposito, non c’era bisogno di costituire l’ARISME: avrebbe, semmai, potuto impartire secchi ordini all’assessore al ramo, che di certo li avrebbe esiguiti.

Passiamo al suo parto fantasioso più eclatante: la MESSINA SOCIAL CITY ha assunto 540 operatori senza concorso (che aumenteranno per l’applicazione della legge 68) e senza – cosa ben peggiore – preliminarmente fare l’analisi dei bisogni che in italiano si traduce quanti sono gli utenti e di cosa hanno bisogno.

Ad oggi si brancola nel buio e gli utenti sono ignorati dagli operatori (non da tutti), dal CDA della stessa azienda speciale, dai coordinatori dei servizi e dulcis in fundo dall’assessore al ramo. IGNORATI, sappia l’assessore alle politiche sociali che non basta presenziare a convegni o compleanni o festicciole per essere un bravo assessore alle politiche sociali, prima bisogna soddisfare le esigenze degli utenti, programmare, avere una visione della citta’ e dei bisogni, cosa che dopo 365 giorni NON HA e NESSUNO SEMBRA AVERE. La mappatura dei bisogni prodotta dal Dipartimento politiche sociali e’ una grande idiozia e una presa per i fondelli per la citta’ intera. A proposito siamo 232 mila abitanti e non come dice la mappatura 241 mila. L’errore e’ dovuto a un esercizio poco onorevole: la scopiazzatura di documenti del 2014.

Mi chiedo che fine hanno fatto i 10 milioni di Euro che ha trovato (sic) dei piani di zona 2010/2012 e 2013/2015?

Se quei soldi fossero stati utilizzati per tempo i dipendenti delle cooperative sociali non avrebbero dovuto mendicare un lavoro. I FONDI PAC dove sono andati a finire? Gira voce che il presidente del CDA ha dichiarato che sono stati spesi, io sono convinto di no, semplicemente perche’ sono fondi dedicati e dovevano essere destinati agli anziani in ADI e non. Sarebbe il caso di comunicare ai messinesi quando costa la MESSINA SOCIAL CITY perche’ i conti prodotti nella deliberazione n. 593 del 13 Novembre 2018 non tornano. Si e’ vero De Luca ha “dato il massimo”, ma non per la citta’ di Messina.

E i messinesi hanno capito benissimo. Il 26 Maggio hanno votato Cateno De Luca e in un solo anno da 47 mila preferenze e’ sceso a 8 mila: ha perso per strada 39 mila preferenze, e con un’affluenza del 36,71% che si discosta di poco da quella del ballottaggio delle amministrative. Solo pochi giorni prima aveva mandato migliaia di lettere ai messinesi a sua firma. Quindi e’ De Luca che ha perso.

Signor Sindaco, Messina non e’ S. Teresa Riva, ora lo ha capito? Il linguaggio scurrile, le battute da bar di paese, i comportamenti da Pierino alla Alvaro Vitali, non arrivano a tutti i 232 mila messinesi, ma solo a 8 mila e se passa qualche altro giorno, gli 8 mila scenderanno ancora di piu’. Brutta quella foto che stringe in mano il pulcino o canarino, molto brutta. Sicuramente dopo quella foto avra’ perso altre mille preferenze.

Guardando il video del 7.08.2019 lei mi ha fatto molta pena, vedo un Cateno detto De Luca prigioniero di De Luca detto Cateno.

E’ vero lei ha vinto il ballottaggio con il 65,3% di preferenze,  ed e’ diventato sindaco, ma si dimentica di dire che l’affluenza alle urne e’ stata del 39,23%, una larga fetta di aventi diritto NON L’HANNO VOTATA.

“La mia è una grande vittoria contro la casta, le consorterie e le lobby politiche”, ha esultato nella notte il primo cittadino. Che fa politica dal 1990 ed ha ricoperto svariati incarichi pubblici: è stato consigliere comunale, sindaco, deputato regionale per tre legislature.

Vuoi vedere che i POTERI FORTI che non La vogliono a Messina sono proprio i messinesi?

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