Messina, 30 luglio 2019

L’assessore alla Cultura ed all’Istruzione Vincenzo Trimarchi ha incontrato stamane in sala Giunta il presidente di Arcigay Rosario Duca. Atmosfera apparentemente rilassata, ma gli sguardi tra i due si sono incrociati poco. L’assessore ha ribadito quanto aveva già dichiarato circa quel commento poco consono soprattutto alla figura istituzionale ricoperta e ritenuto “omofobo” da molti. Si è pertanto ufficialmente scusato per una “leggerezza dovuta alla stanchezza“, ha detto Trimarchi, “dopo una giornata di fatiche la sera solitamente ci si lascia un po’ andare ed è così che è sfuggito un commento che non è assolutamente parte di me e del mio carattere, oltre che del mio pensiero“.

Rosario Duca ha sostanzialmente accettato le scuse, ma anche no. “Non posso che accettare le scuse dell’assessore – ha detto Duca – ma voglio ricordare in questa sede le tante vittime di violenza omofoba. Oltre 200 fino ad oggi nel mondo in quest’anno e chissà quante ne conteremo alla fine. Voglio anche ricordare le mie tante mail mandate a questa amministrazione comunale affinchè riconoscesse e continuasse il protocollo interistituzionale che la precedente governance comunale aveva intrapreso con noi: tutte richieste di contatto cadute nel nulla. E questo non è accettabile”.

Insomma scuse accettate ma fino ad un certo punto, tant’è che Rosario Duca “a nome delle vittime di violenza e per il fatto che un’istituzione non può esprimersi come ha fatto l’assessore Trimarchi”, ha chiesto che quest’ultimo rimetta le sue deleghe nelle mani del sindaco . Una richiesta questa che rivela come la gaffe non sia stata ancora superata da parte dell’Arcigay. “Ho ricevuto comunicazioni e richieste di provvedimenti da parte di molte altre associazioni italiane ” ha detto Duca, “pertanto mi attendo che il sindaco De Luca decida in merito alle deleghe dell’assessore Trimarchi”. Applombe ed autocontrollo di Trimarchi che non ha voluto ribattere alla richiesta di Duca ed ha concluso in silenzio la conferenza stampa. A margine però ci ha dichiarato quanto segue: “Le mie deleghe sono da sempre nelle mani del Sindaco. Non è necessario che io riponga nella sua disponibilità ciò che lo è da sempre”.

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