La denuncia di Filctem-Cgil: “ai dipendenti dell’Amam è vietato chiedere il rispetto dei propri diritti”.

Messina 25 luglio ’19 – “Adesso è ufficiale: ai dipendenti dell’AMAM è vietato chiedere il rispetto dei propri diritti come in qualsiasi altro posto di lavoro in questo Paese. E se qualcuno si azzarda a rivolgersi ad un avvocato, viene addirittura sospeso dal Funzionigramma, ovvero lo strumento che detta appunto mansioni e incarichi dell’ente”, questa la forte denuncia del segretario generale della Filctem-Cgil Messina Pino Foti. La Filctem segnala quanto “purtroppo accade alla società partecipata di Viale Giostra”.

Il segretario della categoria sindacale prosegue: “Il legale ed i lavoratori, che ad esso si sono rivolti lamentando di aver svolto mansioni superiori e diverse dalla loro qualifica contrattuale, si sono visti recapitare una lettera che dispone soltanto per loro, nel frattempo che l’ente nomini un proprio legale di fiducia, la sospensione degli effetti dell’Organizzazione Aziendale Funzionigramma di Amam. Come dire che se non avessero preteso nulla, essi avrebbero potuto come al pari dei loro colleghi proseguire come se niente fosse. Si tratta di un precedente pericolosissimo nel campo dei diritti e delle tutele del mondo del lavoro, soprattutto se si pensa che è messo in atto da un ente di proprietà pubblica, sottoposto tra l’altro anche al cosiddetto “controllo analogo”. Questa reazione del presidente, facente anche funzioni di direttore generale, Geologo Salvo Puccio, oltre che illegittima ci appare irrazionale e sproporzionata. Dovrà ancora nominare il legale di fiducia, ma avrebbe dovuto sapere che in Italia, almeno finora, ognuno è ancora libero di rivendicare i propri diritti, e senza ritorsioni. Così come dovrebbe logicamente comprendere che se le mansioni sono state svolte, a nulla vale oggi la sospensione postuma degli effetti del funzionigramma. Casomai Puccio non l’avesse capito, i lavoratori chiedono il riconoscimento di ciò che hanno fatto e non di ciò che faranno. Sospendere poi mantenendo le stesse mansioni, così come lui scrive, sembra un inutile scioglilingua. Sono proprio le mansioni il nodo del contendere, e che lui così dimostra invece di non volere privarsene”.

“Puccio in verità – osserva Foti – sa bene che l’Organizzazione Aziendale Funzionigramma di Amam, approvato dal C.d.A del 23 GIUGNO 2017 ed approvato in ultimo dall’Assemblea dei soci del 17 luglio 2017 non può essere sospeso, e tanto meno solo per alcuni lavoratori. Ci chiediamo allora che obiettivo si è prefisso di raggiungere Puccio quando ha inviato la lettera ai lavoratori. Nel testo approvato nel 2017 inoltre c’è scritto chiaro e tondo che quel funzionigramma rispondeva all’esigenza urgente di dotare l’azienda di un’organizzazione pur se temporanea, e che con il Piano Operativo Triennale 2018-2020 e il Piano Operativo 2018 sarebbe stato varato l’Organigramma più consono al modello aziendale. Se Puccio in questo anno di presidenza, e sette mesi di direzione generale facente funzioni, avesse assolto ai suoi obblighi di dotare l’ente di un funzionigramma attuale, non avrebbe costretto i lavoratori a rivendicare i loro diritti, e soprattutto non avrebbe esposto l’Amam ai rischi di un permanente contenzioso. Puccio prenda atto che il secondo incarico di Direttore Generale, che impropriamente lui occupa dallo scorso 7 gennaio ma solo perché non è mai stato bandito il naturale concorso che segna statutariamente il limite temporale entro il quale lui può svolgere quelle funzioni, lo sovraccarica di compiti che non riesce a svolgere. Per quel posto, poi, l’ultimo bando dell’ente impose requisiti particolari, che non ci risulta che oggi lui possegga. Si revochi il provvedimento. Si metta in sicurezza l’ente. Si bandisca finalmente il concorso per il direttore generale. Si riconoscano le mansioni effettivamente svolte dai lavoratori. Si definiscano la nuova pianta organica ed il nuovo funzionigramma, e si avviino di conseguenza una buona volta le trasparenti selezioni per titoli del personale”.

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