L’associazione “Donare è vita” e lo strano caso dell’infermiera che si firma “Angelo della morte”

Messina, 11 luglio 2019

Il presidente dell’associazione di donatori di organi Gaetano Alessandro è lettralmente fuori di sé. Ci racconta di aver più volte segnalato all’ASP 5 ed a Facebook il profilo di un’infermiera dell’ospedale di Sant’Agata di Militello, che in rete si firma “Amaly Murano, angelo della morte”. La definizione di “angelo della morte” è stata più volte usata in cronaca per definire quei sanitari che somministravano illecitamente l’eutanasia a pazienti terminali o anziani. Ma non è questo il caso per fortuna. Anche se tale “firma” accostata al nome di un operatrice sanitaria non sollecita certo pensieri positivi.

Ma il punto sollevato da Gaetano Alessandro e fatto presente all’ASP 5 di Messina, dalla quale dipende la signora in questione, è legato a molti post pubblicati sul suo profilo Facebook che gettano ombre completamente false sulla donazione degli organi e sul protocollo di accertamento della morte cerebrale. Documenti fasulli e propagandistici in lingua inglese malamente tradotti automaticamente in italiano che raccontano di storie fasulle di accertamenti grossolani, di sedicenti personaggi che andrebbero in giro a “far firmare disponibilità a donare gli organi” e che mettono in cattiva luce e gratuitamente l’etica altissima della donazione. “Un fatto gravissimo – racconta Alessandro – che abbiamo segnalato con un reclamo scritto all’ASP 5 e dalla quale abbiamo ricevuto una risposta insoddisfacente”. Si perché l’Asp ha sostanzialmente dato una semplice “bacchettata sulle mani” all’operatrice in questione, almeno secondo l’opinione di Gaetano Alessandro che annuncia battaglia. “La signora Murano, fra l’altro, sostiene la campagna denigratoria e diffamante contro le vaccinazioni. Così quanto noi operatori ci sforziamo a fare per sollecitare alla donazione, per nostra parte, ed il Governo con il Ministero della Salute per le vaccinazioni, viene letteralemente gettato nel water, in quanto non è una persona qualunque a gettare discredito ma un’operatrice del settore!”. Intanto la risposta dell’ASP 5 riguardo il caso della signora è la seguente:

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