Pesante botta e risposta tra il presidente dell’Ordine delle Professioni Infermieristiche di Messina e la Consigliera Giovanna Bicchieri.

Messina, 19 giugno 2019

Conflitto aperto tra il Presidente dell’OPI, Ordine delle Professioni Infermieristiche, e la Consigliera Giovanna Bicchieri, la quale invoca una maggiore e più concreta attenzione al ruolo espletato dagli Infermieri, che  ancora oggi, purtroppo si trovano molto spesso a dovere lavorare in condizioni di assoluto demansionamento professionale.

  “L’OPI – dichiara la Consigliera-, oggi ha l’obbligo morale di scrivere le prime righe di una nuova pagina di storia, e non può assolutamente permettersi di ridurre il proprio ruolo esclusivamente ad un ente di formazione.”

Bicchieri con una nota datata 7 giugno 2019, ha rappresentato e lamentato, quella che a proprio avviso, potrebbe configurarsi come una cronica carenza di tutele da parte dell’OPI ai propri iscritti, ed inoltre  l’insostenibile situazione lavorativa in cui spesso operano i Colleghi Infermieri, che lavorano nell’ambito della Sanità Pubblica e Privata.

Ritengo doveroso rappresentarle, nella veste di Componente il Consiglio Direttivo dell’OPI, quanto più volte richiestole verbalmente, in  merito alla insostenibile situazione lavorativa dei Colleghi Infermieri, che operano nell’ambito della Sanità Pubblica e Privata – scrive Giovanna Bicchieri al Presidente nella nota del 7 giugno – In particolare faccio rilevare la carenza se non addirittura la completa assenza nelle strutture sanitarie di personale addetto alle mansioni tecnico alberghiere,  e nel caso di talune  Case di Cura Private anche  in mancanza di personale ausiliario, soprattutto nelle ore notturne”.

Addirittura – continua Bicchieri – nelle strutture private, molte volte gli Infermieri, non soltanto appaiono numericamente sottodimensionati, ma sovente, si ritrovano in turno da soli e, senza alcuna altra figura professionale dedicata alla  pulizia delle sale di degenza ed alla sanificazione dell’ambiente, anche in quei casi  più estremi in cui vi siano perdite o fuoriuscite di liquidi organici che  invece ne richiederebbero la presenza. A mio avviso i colleghi che denunciano situazioni di probabile demansionamento professionale, ancorché effettuate nei modi e nei termini consentiti dalla legge, devono essere appoggiati e tutelati dall’OPI che, invece, non ha ritenuto, finora, prendere posizione.”

A conclusione della nota, Bicchieri esorta il Presidente ad inserire l’argomento al primo punto  dell’ordine del giorno del prossimo Consiglio Direttivo, al fine di stabilire insieme,  i nuovi obiettivi  da raggiungere  ed i necessari strumenti di programmazione e controllo, ma purtroppo tale richiesta viene disattesa.

Infatti il Presidente dell’Ordine,  ribatte dicendo che sostanzialmente non rientra tra i compiti istituzionali dell’OPI la difesa delle condizioni lavorative degli infermieri e che da quando egli si è insediato alla presidenza non ha mai lasciato inascoltate le richieste pervenute dagli iscritti e che quanto asserito da Bicchieri è da ascriversi piuttosto ad un attacco politico, visto che i due sono rappresentanti sindacali di due sigle diverse ma operanti nel medesimo settore della sanità.

Di seguito viene riportata la risposta della Bicchieri, con la nota che si allega integralmente alla presente.

Al Presidente OPI di Messina

E p.c. Al Presidente Fnopi

E p.c. Al Coordinamento Regionale OPI

E p.c. All’Assessore Regionale alla Salute

E p.c  Al Consiglio Direttivo OPI Messina

E p.c. a tutti gli Iscritti

E p.c. agli Organi di Stampa

Egregio Sig. Presidente

Come le è ben noto con precedente missiva del 07/06/2019, le ho chiesto di inserire come principale punto all’ordine del giorno le “criticità del personale infermieristico nell’ambito della Sanità Pubblica e Privata”, esortandola a darne ampia divulgazione ai soggetti in indirizzo, ma purtroppo non soltanto ciò non è avvenuto, ma addirittura non è stata affrontata la difficile problematica che ho richiesto nella qualità  di componente del Consiglio Direttivo dell’OPI.

A tale proposito le vorrei ricordare, che la scrivente è stata eletta grazie ai consensi dei propri colleghi ed iscritti e che sta svolgendo il proprio mandato con grande impegno  e coscienza, senza mai celarsi dietro un dito per tentare di nascondere il proprio vissuto nel sociale e per il sociale, che mi consenta nel caso in specie, in considerazione del mio ruolo di consigliera dell’OPI,  potrebbe anche  rappresentare una ulteriore risorsa.

Dunque, a scanso di equivoci, voglio sottolinearle che a mio giudizio,  il vero problema non è la questione dell’incompatibilità normativa relativa al doppio incarico svolto da molti di noi ed in modo particolare dalla sua persona che non dobbiamo dimenticare, in quanto Presidente assume in realtà, la responsabilità politica delle scelte operate e delle linee di indirizzo tracciate, bensì il fatto che piuttosto, proprio in virtù del suo ruolo sindacale, viene portato a conoscenza di alcuni episodi anche molto gravi di demansionamento professionale dell’Infermiere, e come Presidente dell’Opi, a mio giudizio, chiude gli occhi, le orecchie e la bocca e va avanti…

Ribadisco, io non ci riesco!

E mi riferisco ad esempio alle cause per il riconoscimento del demansionamento Professionale dell’Infermiere, che molti dei nostri colleghi hanno perso venendo condannati a corrispondere ingenti spese legali, alle ultime convocazioni in cui entrambi rappresentavamo i lavoratori nella veste sindacale e siamo stati informati del fatto che gli Infermieri di una nota Clinica di Messina, lavorano dalle ore 21 alle ore 7,00 del mattino da soli senza personale subalterno, ed alla mia domanda circa chi dovesse provvedere a pulire a terra nel caso in cui un paziente avesse vomitato o altro, ci fu risposto “ l’Infermiere è ovvio”!

Ora vede, Sig. Presidente, il vero problema non è dunque il fatto che lei sia il Segretario di una O.S., ne tantomeno che lei sia rosso ed io bianca e qualcun altro blu e così via dicendo, ma l’onestà morale e deontologica, il riuscire a comprendere che a volte è giusto mettersi in discussione e rimboccarsi le maniche per fare qualcosa di veramente concreto che porti l’Infermiere ad essere meritocraticamente valorizzato nel suo ruolo e non già dunque a continuare a crescere all’infinito nell’ambito della formazione, senza stringere nelle proprie mani concretezza ed idonea identificazione Professionale.

Per tale ragione, speranzosa che stavolta abbia compreso il mio messaggio, ma soprattutto consapevole che vorrà far valere il democratico consenso dei colleghi che mi hanno eletta, la prego di attenzionare questa mia sentita nota, e finalmente “letta e riletta” rifletta sul suo vero contenuto, perché essa sia da monito per il giusto riconoscimento della professione Infermieristica.

Cordiali saluti

Messina lì 18/06/2019                                                                     Il Consigliere OPI F.to Giovanna Bicchieri “

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