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Siracusana a capo di banda specializzata in truffe a parrocchie e case riposo, ‘restituite i contributi’

TORINO, 22 MAG – Prendeva di mira parrocchie, conventi, enti religiosi e case di riposo un’organizzazione criminale smantellata dai Carabinieri del Comando provinciale di Torino. I militari hanno eseguito 12 ordinanze di custodia cautelare e accertato 86 truffe messe a segno in tutta Italia per un guadagno di oltre 400 mila euro. I componenti della banda contattavano parrocchie e conventi presentandosi come rappresentanti di enti locali, dipendenti comunali e regionali o direttori di istituti di credito. Dicevano all’ente religioso che era stato accreditato un contributo, comunale o regionale, maggiore a quello dovuto e chiedevano la differenza da versare su carte Postepay. Le somme variavano da 2mila a 16.500 euro. Le vittime, nel timore di essere multate, versavano il denaro su su conti correnti o carte prepagate intestati a prestanomi.

LA “ZIA” SIRACUSANA
C’era una 38enne a capo dell’organizzazione criminale dedita alle truffe ai danni di parrocchie, conventi, enti religiosi e case di riposo smantellata dai carabinieri del comando provinciale di Torino. La donna, originaria di Siracusa, già agli arresti domiciliari per raggiri, era solita vantarsi di aver inventato un nuovo metodo di truffa e gli altri componenti della banda la chiamavano ‘zia’ in segno di rispetto. La 38enne è finita in carcere, insieme ad altre tre persone, mentre otto prestanome sono stati sottoposti all’obbligo di firma e divieto di dimora. Tra gli 86 enti religiosi raggirati dalla banda ci sono 14 parrocchie, 14 conventi di suore, 7 scuole cattoliche e 2 case di riposo per anziani. Le indagini, coordinate dal pm Paolo Scafi e condotte dai carabinieri della compagnia Oltre Dora, sono scattate nell’ottobre 2018: un meccanico torinese ha denunciato di essere vittima di estorsione. Suo figlio si era rivolto alla banda criminale per ottenere i soldi necessari per la droga e i malviventi, per riaverli indietro con un alto tasso d’interesse, hanno minacciato il padre.

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