Sanità, 3 medici del Policlinico Universitario “G. Martino” di Messina rinviati a giudizio timbravano il cartellino e poi via.

Messina, 3 maggio 2019

“Andavano a fare la spesa al supermercato, dal parrucchiere e addirittura al cimitero”. L’indagine, diretta dal sostituto procuratore Carchietti è stata portata a termine dal gruppo nucleo operativo Guardia di Finanza del comando provinciale di Messina, partita nel 2015, ha portato alla scoperta di tre medici,  che trascorrevano gran parte dell’orario di lavoro fuori dal Policlinico di Messina.

L’operazione “sabato free””, ha consentito di fare luce su un articolato sistema di assenteismo,  infatti le indagini, hanno appurato che i tre dipendenti dopo aver marcato il cartellino o averlo fatto marcare da compiacenti colleghi ai quali ricambiavano il medesimo favore, si dedicavano a ben altre attività personali.

Le ipotesi di reato sono quelle di truffa ai danni del servizio sanitario nazionale e false attestazioni o certificazioni nell’utilizzo del badge da parte di dipendenti  previsto dalla cosiddetta Legge Brunetta.

Si tratta dei coniugi D.T. ed M.M. e di A.M. tutti impiegati nel laboratorio dell’U.O.C. di Genetica e Immunologia Pediatrica. Il Policlinico Universitario di Messina si è costituito parte civile, L’avvocato Alessandro Billè difende i tre medici rinviati a giudizio. Giudice del procedimento il dottor Silipigni.

Il terzo medico, anche lui indagato per gli stessi reati, ha patteggiato la pena. Secondo l’accusa andavano a fare la spesa al supermercato, si recavano dal parrucchiere e al cimitero durante l’orario di lavoro dopo aver attestato falsamente la propria presenza.

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