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Ostruzionismo in Aula contro la democrazia partecipata, il M5s: “Una presa di posizione contro la città”

MESSINA, 23 maggio 2019

“Il centrodestra ha scritto l’ennesima pagina nera nel dibattito democratico consiliare, presentando un emendamento con il solo obiettivo di ritardare l’approvazione del regolamento comunale del Bilancio partecipato”.
Così i consiglieri comunali del Movimento 5 Stelle commentano la seduta di ieri in Aula consiliare, “durante la quale, per motivi che non comprendiamo, o sui quali preferiamo sorvolare, alcuni dei nostri colleghi hanno deciso di ‘ritardare’ la trattazione di questo strumento democratico, strumentalizzando artatamente l’ormai consueta assenza dei dirigenti comunali, che va comunque stigmatizzata con forza”.

“È intollerabile – proseguono – che una forza politica prenda posizione contro la città per fare un dispetto elettorale. Ci sembra persino superfluo aggiungere ulteriori commenti, che preferiamo lasciare alle valutazioni dei cittadini”

Già nel 2018, il Movimento 5 stelle aveva presentato una proposta di delibera per l’approvazione del Regolamento Comunale del Bilancio Partecipativo, munita di tutti i pareri previsti e rilasciati favorevolmente.
Ai sensi della legge 2014 n. 5, è fatto obbligo ai Comuni di spendere almeno il 2%  dei trasferimenti regionali di parte corrente con forme di democrazia partecipata, pena la restituzione nell’esercizio finanziario successivo delle somme non utilizzate secondo tale modalità.
“La democrazia partecipata – spiegano ancora i consiglieri – è uno strumento che permette ai cittadini di prendere parte direttamente alla vita politica, attraverso il coinvolgimento nella scelta degli obiettivi e delle modalità di spesa delle risorse pubbliche. A differenza di quanto sostenuto dalla segretaria generale del Comune in Aula, l’approvazione del regolamento è una conditio sine qua non per garantire l’applicazione di uno strumento importantissimo per aprire sul serio le porte dei palazzi ai messinesi. Inoltre ci sono delle scadenze precise, che non possono essere procrastinate: se entro il 30 giugno non riuscissimo a spendere i fondi, il finanziamento andrà perduto, così come una grande opportunità per la città, ma a qualcuno questo sembra non importare”.

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