Messina Social City: un “pasticcio” da rivedere? Dalle assunzioni, agli esclusi, fino al contratto di servizio, passando per il vincolo di riservatezza

NECESSARIO FARE CHIAREZZA: lo chiedono i consiglieri comunali Russo e Gioveni

Messina, 3 maggio 2019

Messina Social City è un pasticciaccio che rischia di esplodere nelle mani di CDA, consiglieri comunali ed assessore? Se così è sarà per loro “solo” una gatta da pelare, mentre il dramma sarebbe in agguato, se di pasticcio di parla, proprio per i più deboli: lavoratori ed utenti. Abbiamo posto, poco tempo fa, in un nostro reportage, “MSC l’azienda speciale”, circa dieci domande all’assessore Calafiore, quelle alle quali la stessa non risponde neanche nelle sedi istituzionali, nonostante le sollecitazioni dei consiglieri comunali. Quei consiglieri che si sono ritrovati, così damblè, a votare un contratto di servizio per l’azienda speciale comunale, che differiva e non di poco rispetto a quello previsto nel “Salva Messina”. Eppure le discrepanze tra quanto previsto e concordato con sindacati e Consiglio Comunale già si erano poste con il numero imponente di dipendenti che dalle coop sono transitati in MSC: da 510 si è passati agli attuali 540 e potrebbero essere destinati ad aumentare. Insomma: atti nulli compiuti dalla Messina Social City in conseguenza della mancanza del regolamento, dipendenti che si moltiplicano, contratto di servizio difforme rispetto alla bozza approvata in fiducia dal Consiglio Comunale, impossibilità di sapere “come sta andando”. Si, perchè in forza dell’articolo 10 del regolamento firmato dai neo dipendenti al momento della loro assunzione, quello per la riservatezza, nulla filtra dalla base circa il regolare svolgimento del servizio, dei turni, del pagamento degli stipendi (pagati in ritardo, fra l’altro). Nessuna voce di malcontento può, così emergere, pena il licenziamento in tronco. Così come anche gli utenti non proferiscono parola. Paura di ritorsioni? O tutto va così bene che nulla va male?

Per Messina Social City è senza dubbio arrivato il momento di fare chiuarezza. Lo chiede in prima persona il consigliere comunale Alessandro Russo, che ne appoggiò la costituzione e che adesso comincia probabilmente a sudare un po’ freddo, lo chiede Libero Gioveni, consigliere PD, che con una sua nota invita l’amministrazione a riferirne in Consiglio Comunale.

“Si era decisa una convocazione straordinaria del Consiglio Comunale sui servizi  sociali e mi auguro che si proceda in questo senso, perché una seduta aperta rappresenterà la via più trasparente (oltre che istituzionale) per mettere una volta per tutte le cose in chiaro nell’interesse dell’utenza e dei lavoratori!”.

Il consigliere comunale  Libero Gioveni aveva proposto in sede di Commissione lo  scorso 18 aprile disertata dall’Amministrazione e dal Cda della Messina social city, di discutere di tutte le problematiche sollevate in queste ultime settimane proprio in una seduta ufficiale del Civico Consesso alla presenza del sindaco e di tutti i soggetti coinvolti, ivi compresi gli stessi lavoratori finora esclusi, e ne sollecita adesso la convocazione.

Le troppe incognite che gravano in questa prima fase sperimentale della nuova attività dell’agenzia – afferma Gioveni – unitamente ai dubbi che recentemente sono sorti sul nuovo contratto di servizio che l’Amministrazione ha presentato all’Aula in modo certamente insusuale avendo il Consiglio già votato il primo contratto, richiedono necessariamente una seduta d’Aula dirimente della complessa gestione dei servizi sociali.

Mi preme ricordare – prosegue il consigliere – che oltre alla delicata questione dei precari storici, dovrà essere definita e mi auguro risolta quella altrettanto delicata delle 38 figure Asacom che il prossimo 30 giugno concluderanno il loro rapporto con l’agenzia, con gli inevitabili riflessi negativi sui minori disabili (per lo più bambini autistici) assistiti nelle scuole cittadine, che certamente ne risentirebbero psicologicamente unitamente alle loro famiglie.

Pertanto – conclude Gioveni – auspico al più presto che, così come avvenuto sul tema del Risanamento, si possa finalmente chiarire in Aula quell’indirizzo politico che Consiglio e amministrazione, giova ricordare, avevano condiviso durante il “salva Messina”, ma che in parte l’Amministrazione ha disatteso.

Dunque che si faccia chiarezza.

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