Navarra: “L’intesa sulle ex Province siciliane è una ignobile presa in giro”

Roma, 9 maggio 2019 – Nota dell’Onorevole Pietro Navarra

“L’intesa raggiunta tra il Governo nazionale e quello regionale sul rimborso del prelievo forzoso effettuato sui bilanci delle ex Province siciliane è una vera e propria presa in giro. Da mesi lavoriamo in Commissione Bilancio alla Camera dei Deputati per riconoscere alle ex Province siciliane pari dignità rispetto alle altre ex Province d’Italia. Le audizioni tenute con i rappresentanti dell’Unione delle Province Italiane, della Ragioneria Generale dello Stato e le analisi svolte dall’Ufficio Bilancio della Camera dei Deputati hanno fatto chiarezza e testimoniano inequivocabilmente un’ingiustizia in danno alle ex Province siciliane.
Mentre tutte le altre ex Province italiane negli anni 2016-2019 hanno avuto restituiti interamente i tagli ai propri bilanci effettuati nel recente passato, alle ex Province siciliane non è stato riservato lo stesso trattamento. Vorrei suggerire al Sottosegretario Villarosa e ai rappresentanti del Governo della Regione Sicilia di leggere i documenti depositati in Commissione Bilancio della Camera per apprendere e comprendere che parità di trattamento significa riconoscere alle ex Province siciliane 243 milioni di euro,  di cui 54 a decorrere dal 2019 in avanti e 189 una tantum per gli anni 2016-2018.
Con l’incomprensibile complicità della Regione siciliana, il Governo nazionale si nasconde dietro improponibili accordi e si rifiuta di prendere atto di un’ingiustizia perpetrata in danno ai siciliani. È inaccettabile trasferire alle ex Province i 140 milioni del fondo di coesione, già destinati alla Sicilia a copertura di spese per investimenti. Sembra di assistere al gioco delle tre carte, dove chi gestisce il banco a Roma e a Palermo si diverte, mentre chi ne fa le spese sono i siciliani.
Le altre ex Province in tutta Italia hanno avuto un diverso trattamento: il Governo nazionale che aveva tolto loro le risorse le ha restituite fino all’ultimo centesimo,  utilizzando risorse dal bilancio dello Stato e non attraverso una ridicola redistribuzione, come sta avvenendo in Sicilia, di risorse già destinate a beneficio dei territori di quelle stesse ex Province. Quella che viene definita dai protagonisti di questa triste vicenda come ‘soluzione’ della grave situazione finanziaria delle ex Province siciliane non è soltanto una indecorosa presa in giro che insulta la dignità dei siciliani, ma, per come è strutturata, è anche del tutto insufficiente per garantire prospettive di funzionamento alle ex Province siciliane che, nel breve periodo, saranno di nuovo costrette a mendicare ciò che gli spetta.
La storia, purtroppo, si ripete: la Sicilia e i siciliani subiscono gli effetti dannosi di scelte prese con la colpevole complicità, per inettitudine o opportunismo, della propria classe dirigente che li rappresenta nei governi di Roma e di Palermo”.

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