GICAP SPA: Scacco matto a Messina. I creditori vere vittime di una crisi annunciata

Messina, 9 maggio 2019

Sono settimane critiche per uno dei più grandi gruppi di distribuzione organizzata siciliana, la GICAP, con sede nella città dello stretto, ormai alla stregua della crisi che sta colpendo l’intero settore. Malgrado la proprietà abbia fatto di tutto nel tentativo di salvare l’azienda, sembra che l’ora della resa dei conti sia ormai giunta. Così le ultime ore sono state di trepidazione per i circa 900 dipendenti della società di via Roccamotore oltre che per i creditori e i vari connessi al destino dell’azienda.

Lo stato di insolvenza ormai è definitivo, i punti vendita sono spogli come alberi in autunno e le voci di corridoio si susseguono e si smentiscono come chiacchiere da bar. L’azienda dal canto suo non ha fornito molte spiegazioni ne tanto meno ha esternato con i dipendenti o i fornitori un chiaro piano di riequilibrio e riassetto. Tutto quello che è trapelato parla di una trattativa di “affitto del ramo d’azienda” alla nuova costituita “Like Sicilia S.r.l.”, azienda controllata dal colosso Pugliese Apulia Distribuzione S.p.a.

Ma può una locazione del ramo d’azienda riuscire a risanare la situazione? E’ vero, i dipendenti saranno tutelati, specie con l’ingresso in scena dei sindacati, ma che ne sarà dei creditori? I creditori sono, infatti, le vittime nell’ombra. Perché sembra cosa da poco, visto che si sente sempre e solo parlare dei dipendenti, ma il danno creato all’indotto dei creditori della Gicap sta arrecando il disagio peggiore alla città dello Stretto. Sembra infatti che Apulia Distribuzione sia stata chiara su questo punto e che non abbia alcuna intenzione di farsi carico dei debiti della Gicap, né verso i dipendenti né tanto meno verso i fornitori. Staremo a vedere come si evolveranno le cose, tuttavia non sembrano esserci soluzioni “indolore”.

L’unica certezza è che la famiglia Capone ha sempre condotto l’azienda con massima professionalità ed onestà durante tutti questi anni, per cui un epilogo del genere fa davvero male. E non solo a loro.

 

 

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