Messina Social City: ma davvero ancora il Comune applica l’ISE per il calcolo della compartecipazione? Interrogazione di Alessandro RUSSO

Messina, 3 maggio 2019

Credevamo fosse storia superata e che appartenesse alla storia della vecchia dirigenza e del precedente assessore. Avevamo anche fatto una puntata di denuncia di VOCEDIPOPOLO REPORTAGE sottoponendo quella che ritenevamo una vergogna a discapito delle fasce deboli della popolazione. Ciò di cui parliamo è la richiesta da parte del Comune degli oneri di compartecipazione per il servizio assistenziale domiciliare chiamato SAD-H.

Tali oneri, che rappresentano un contributo da parte dell’assistito al costo del servizio domiciliare prestato sono ancora calcolati sulla base di un D.A., quello del 2003, numero 867, che è stato nello stesso mese in cui fu promulgato sospeso da chi lo aveva firmato.

L’ISE e l’ISEE socio assistenziale

Il Decreto in questione stabiliva (il passato d’obbligo essendo stato sospeso) l’ISE quale documento amministrativo utile per il calcolo della quota da far pagare al singolo utente. Un sistema penalizzante per l’utente in quanto l’ISE da contezza del reddito dell’intero gruppo familiare e non di quello del solo assistito. Nelle “città civili”, infatti, il documento in uso per la determinazione del reddito è l’ISEE, ovvero il documento di reddito cumulativo solo per il fruitore del servizio. Capite che è cosa ben diversa prendere come riferimento il reddito di un intero gruppo familiare rispetto a quello del solo malato o bisognoso di assistenza. Con l’ISE infatti gli oneri di compartecipazione sono molto più alti e diventano ingiusti se vengono poi calcolati in modo retroattivo, divenendo così un balzello di non poco conto per famiglie già piegate dalla necessità di assistenza e da malattie spesso davvero difficili da gestire.

E gli assistiti RINUNCIANO al servizio…

Un tributo oneroso peraltro richiesto in modo coattivo dall’Amministrazione e che conduce come conduceva spesso alla rateizzazione di importi che superano anche le migliaia di euro o addirittura alla rinuncia, loro malgrado, del servizio di assistenza da parte degli assistiti bisognosi, ma loro malgrado morosi. E tutto per l’applicazione di un Decreto entrato in vigore per soli pochi giorni e poi sospeso, ma evidentemente conveniente per le amministrazioni quando vogliono far cassa. E’ il caso di Messina?

L’INTERROGAZIONE URGENTE

Tutto ciò credevamo fosse finito con l’amministrazione Accorinti, ed invece grazie all’interrogazione del consigliere Alessandro Russo “scopriamo” che è un sistema ancora in uso anche con l’amministrazione di Cateno De Luca e l’assessore Alessandra Calafiore. Alessandro Russo si interroga, dunque, ed interroga l’amministrazione su i seguenti punti:

Se corrisponda a vero che il Dipartimento Politiche Sociali sta ancora oggi procedendo a chiedere delle somme di presunta compartecipazione al servizio SAD-H basandosi su una normativa superata e illegittima che si basa sul calcolo ISE piuttosto che su quello ISEE del solo utente del servizio e quali misure urgenti intenda porre in essere per interrompere questi procedimenti illegittimi e lesivi dei diritti dei cittadini più deboli.

Sulla base di quali indicatori siano stati effettuati i calcoli di compartecipazione richiesti agli utenti fino alla data odierna da parte del Dipartimento Politiche Sociali e soprattutto se l’Amministrazione intenda continuare a richiedere somme potenzialmente non dovute anche intimando il recupero coattivo esponendo l’Ente a rischio di contenzioso grave a rischio di soccombenza, stante l’impianto normativo.

Se intenda accertare le responsabilità amministrative e contabili riscontrabili in capo ai vertici amministrativi dell’Ente che, pur dinanzi alla evidente discrepanza tra le previsioni normative e le applicazioni effettuate dall’Ente Locale, hanno continuato ad applicare in maniera illogica le previsioni normative e circa l’effettivo nocumento alle casse comunali che il sistema del “vuoto per pieno” in ambito del Servizio SAD – H ha comportato.

Se non ritenga, infine, opportuno far procedere l’Amministrazione con la restituzione delle somme che sono state ingiustamente versate dagli utenti che hanno corrisposto cifre superiori a quanto stabilito dalla vigente normativa per coprire le compartecipazioni retroattivamente”.

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