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ROCCO GRECO, dopo il suicidio anche il furto in ditta. Ecco la faccia della Sicilia di cui vergognarsi

Gela (Cl), 4 marzo 2019

L’insensibilità e la crudeltà senza fine di chi aggiunge lo sfregio al dolore. Cosa avranno pensato quei ladri che a Gela si sono introdotti proprio il giorno in cui l’azienda di Riccardo Rocco Greco era chiusa per lutto dopo il suo drammatico suicidio? Come hanno potuto intrufolarsi tra quelle mura e violare il significato della chiusura approfittandone per portare via attrezzi ed utensili? Trenta mila euro, una cifra che rappresenta un ben piccolo danno rispetto la perdita di un imprenditore siciliano. Quei banditi rappresentano la faccia scura e vergognosa della nostra terra.

Non hanno certo violato la memoria di Riccardo Greco, violando la COSIAM hanno dimostrato che solidarietà e dolore non bastano contro mafia e racket. Servono le azioni da parte dello Stato. Non più solo il cordoglio .

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