Dopo l’operazione “Concussio”, il Consiglio dei Ministri scioglie i Comuni di San Cataldo e Mistretta

Palermo, 26 marzo 2019

Il Consiglio dei ministri, su proposta del Ministro dell’interno Matteo Salvini, ha deliberato lo scioglimento dei Consigli comunali di San Cataldo (CL) e Mistretta (ME) affidandone la gestione a una Commissione straordinaria per un periodo di diciotto mesi. Lo scioglimento del Comune di Mistretta scaturisce da una relazione della commissione prefettizia nominata dopo l’operazione “Concussio” culminata nell’aprile dell’anno scorso con l’arresto del consigliere comunale Vincenzo Tumbarello e di Giuseppe Lo Re, indicato come esponente di un gruppo legato alla “famiglia” mafiosa di Pietro Rampulla, l’artificiere dell’attentato di Capaci a Giovanni Falcone. Tutto era cominciato dopo un appalto per il restauro e il recupero di alcune opere della Fiumara d’arte. Anche lo scioglimento del comune di San Cataldo scaturisce da un’inchiesta antimafia. I commissari prefettizi, nominati lo scorso anno, all’indomani dell’operazione “Pandora” sul connubio mafia ed imprenditoria.

Lo scioglimento del Comune di Mistretta (Messina) per 18 mesi scaturisce da una relazione della commissione prefettizia che da alcuni mesi indaga su possibili ingerenze della criminalità organizzata. La commissione era stata nominata dopo l’operazione “Concussio” culminata nell’aprile dell’anno scorso con l’arresto del consigliere comunale Vincenzo Tumbarello e di Giuseppe Lo Re, indicato come esponente di un gruppo legato alla “famiglia” mafiosa di Pietro Rampulla, l’artificiere dell’attentato di Capaci a Giovanni Falcone. Tutto era cominciato dopo un appalto per il restauro e il recupero di alcune opere della Fiumara d’arte. Un’impresa piazzatasi al secondo posto aveva ottenuto dal Tar l’assegnazione della gara e per affrettare la consegna dei lavori aveva preso contatti prima con Lo Re poi con Tumbarello. Da loro i titolari dell’azienda avrebbero ricevuto la richiesta di una tangente di 35 mila euro. Era seguita una denuncia, quindi l’indagine della Dda di Messina e la nomina di una commissione prefettizia. Il processo è ancora in corso davanti al tribunale di Patti. Anche lo scioglimento del consiglio comunale San Cataldo per 18 mesi scaturisce da un’inchiesta antimafia. I commissari prefettizi, nominati lo scorso anno, all’indomani dell’operazione “Pandora” sul connubio mafia ed imprenditoria, hanno lavorato per analizzare l’andamento della pubblica amministrazione. La relazione era stata poi consegnata, alla vigilia di Natale, al Ministero dell’Interno. Nel corso dell’operazione “Pandora” condotta dai carabinieri, e coordinata dalla Dda di Caltanissetta, erano emerse gravi forme di infiltrazione mafiosa nella gestione del servizio di rimozione dei rifiuti solidi urbani presso il Comune. In questi giorni San Cataldo si stava preparando alla campagna elettorale per il rinnovo del consiglio comunale. L’elezione sarebbe dovuta avvenire il 28 aprile. (ANSA).

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