A18: ennesimo incidente a causa delle condizioni indecorose. Ipotizzabile truffa ai consumatori?

Messina, 27 marzo 2019 – di Giuseppe Bevacqua

Asfalto viscido, protezioni non adeguate, cantieri interminabili, illuminazione carente o inesistente, gallerie che perdono calcinacci e con importanti infiltrazioni d’acqua, deviazioni senza soluzione di continuità. E quella frana a Letojanni che il Ministro Toninelli ha promesso che verrà sbloccata.

E poi c’è il tratto “maledetto”: quello tra Giardini e Roccalumera dove si sono verificati troppi incidenti ed hanno perso la vita in più che troppi. Insomma le autostrade siciliane, soprattutto quelle che collegano Messina sono “indecenti”. Tratti viari pericolosi e malandati, con ponti che perdono calcinacci e con tondini di ferro a vista. Così la nomina della nuova dirigenza del Consorzio Autostrade Siciliane oggi si è bloccata a causa dell’ennesimo incidente, sempre in zona Roccalumera: un camion è sbandato sull’asfalto viscido e si è messo di traverso. Solo per fortuna nessuna vittima. L’autista ha riportato un politrauma per fortuna non grave.

L’autostrada da Messina a Catania e da Messina a Palermo si paga, ed anche cara. un costo che però non è corrisposto da adeguati standard di sicurezza. Insomma un’obbligazione, quella del pagare a cui non corrisponde un’adeguata prestazione di agibilità e sicurezza. Basti pensare a quante colonnine di SOS non funzionano. Allora ecco l’interrogativo: è ipotizzabile il reato di truffa perpetrato dal Consorzio Autostrade ai danni dei propri utenti?

L’Art. 640 c.p. definisce il reato di Truffa. Ecco cosa recita al comma 1:

“[1] Chiunque, con artifizi o raggiri, inducendo taluno in errore, procura a sé o ad altri un ingiusto profitto con altrui danno

Il danno è palese e definito dai morti, dai feriti e dai danni agli autoveicoli che ormai con drammatica periodicità ed in coincidenza delle piogge registriamo in cronaca. L’ingiusto profitto deriva dall’arricchimento procurato dal mancato adeguamento e dalla mancata manutenzione dei tratti autostradali in questione.

E allora? Se truffa può configurarsi è obbligo della Magistratura interrompere d’ufficio il reiterarsi del reato. Non sono necessarie denunce da parte dei cittadini utenti delle autostrade. Magari anche il signor Prefetto potrebbe intervenire. Fermare la truffa prima che sia troppo tardi. Ancora una volta.

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