Migranti: Salvini, M5S parli ma decido io,non arriva nessuno Non incontrerò i sindaci. Con alleati coabitazione che funziona

Roma, 6 gennaio – “In Italia non arriva proprio nessuno. Porti chiusi, sbarrati. Giusto che Di Maio parli e che dica il suo pensiero. E va benissimo che parlino pure Fico e Di Battista e che si discuta tra di noi e con il premier Conte, ma in materia di migranti quello che decide sono io”.

Lo afferma il vicepremier e ministro dell’Interno, Matteo Salvini, in un colloquio con il Messaggero in cui spiega: “Io lavoro per non far partire le donne, i bambini e tutti gli altri dai loro Paesi, e per evitare il rischio che muoiano nel deserto o nel mediterraneo. Non si possono fare concessioni sui principi e il principio è che qui, se non attraverso i corridoi umanitari e in maniera controllata e legale, non entra più nessuno. Questa è la linea e non si cambia”.

Salvini difende il dl sicurezza, “capace di rendere più facile il lavoro dei sindaci e più sicura la vita di tutti”. All’incontro tra i sindaci ribelli e il premier Giuseppe Conte “non parteciperò. Non si può parlare con chi non conosce la materia. Viene tolta l’assistenza sanitaria con questa legge? Ma che bugia! Non è vero proprio. Non si può discutere con chi usa argomenti falsi e ideologici”. Il leader della Lega esclude la crisi di governo.

Con M5S, dichiara, “è una coabitazione che funziona. E sono contento che sia tornato Di Battista dalla sua vacanza, così ci dà una mano. Ognuno dice la sua ma intanto facciamo tante cose insieme, e più di quelli che ci hanno preceduto. Non c’è niente di male – rileva – ad avere qualche opinione diversa, questa è la politica. Non siamo mica in Unione sovietica”.

“Da solo – osserva Salvini – non sarei riuscito a fare quello che stiamo facendo insieme ai 5Stelle”. In merito al taglio agli stipendi dei parlamentari, “quella una priorità? Di priorità ce ne sono almeno 50”, osserva Salvini. “Per me il lavoro è la grande priorità. E la prima cosa da fare adesso, quella che poi mi sta a cuore insieme alla legittima difesa, sono i decreti per smantellare la legge Fornero, cioè per restituire e milioni di italiani il diritto alla pensione e al lavoro”. (ANSA).

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