Social City: si comincia male. Dal concorso impossibile all’incorretta applicazione dell’art.37.

Messina, 23 gennaio 2019 – di Giuseppe Bevacqua

L’Amministrazione comunale, nella persona dell’assessore ai Servizi Sociali, Alessandra Calafiore ha il problema di attuare quanto declamato e voluto dal sindaco Cateno De Luca: trasferire il personale che si occupa dei servizi sociali dalle cooperative alla azienda in house gestita direttamente dal Comune. Questione non facile, però.

Abbiamo incontrato l’assessore Calafiore una settimana fa al Comune di Messina, nel grande atrio che collega l’ufficio di Gabinetto con la sala Consiliare. Incontrandola le specificammo il nostro pensiero, ovvero che non è possibile indire un concorso pubblico che lo sia davvero, prevedendo come requisito fondamentale quello di essere in forza in una delle cooperative che hanno in appalto i servizi sociali comunali. Ciò perché contravviene all’articolo 5 della direttiva n.3 del 24 aprile 2018 sui concorsi pubblici, che prevede la possibilità di partecipazione ai concorsi di tutti gli aventi diritto e che così recita: “ Nelle previsioni relative ai titoli, occorre assicurare un adeguato bilanciamento tra i titoli di servizio (che premiano coloro che sono già dipendenti pubblici, presso la stessa o altre amministrazioni) e altri titoli. Occorre evitare di escludere di fatto categorie di potenziali candidati meritevoli (in particolare quelli più giovani) attribuendo un peso eccessivo a titoli che essi non possono avere: per evitare questo rischio, si può stabilire un punteggio massimo a determinati titoli, come l’attività lavorativa svolta.(…) Dei risultati del processo di valutazione della performance, che sia stato validato dall’Organismo di valutazione, si può comunque tenere conto per la valutazione dei candidati interni, nel caso in cui vi sia una riserva di posti o sia previsto un punteggio aggiuntivo a loro favore“.

http://www.funzionepubblica.gov.it/articolo/dipartimento/18-06-2018/concorsi-pubblici-vigore-le-nuove-linee-guida

Dunque il concorso pubblico che si stava preparando era soggetto ad una sfilza di ricorsi. Da ciò ne discese che l’assessorato ed i sindacati firmatari archiviarono l’ipotesi concorso.

Oggi si parla invece dell’applicazione dell’art. 37 del Contratto Collettivo Nazionale Lavoro come sistema per operare il transito del personale dalle coop all’agenzia Messina Social City. Ma ciò, sempre a nostro avviso e non solo, ci sembra del tutto sbagliato.

L’articolo 37 del CCNL, infatti, si applica quando si configura il passaggio da una azienda privata, come una coop, ad un’altra azienda privata, come un’altra coop. Non è questo il caso specifico. Messina Social City è una gestione di fatto in house del Comune di Messina, siamo cioè davanti ad un’internalizzazione del servizio precedentemente affidata in appalto a privati, dunque l’applicazione dell’articolo 37 del CCNL non trova riscontro.

L’assessore Calafiore persisterà a percorrere la strada dell’articolo 37 ?

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