Social City: Orsa, “articolo 37 inapplicabile e fonte di inquità”

Messina, 23 gennaio 2019

Il sindacato ORSA ribadisce quanto già da noi indicato in un nostro ARTICOLO sulla questione dell’applicazione dell’articolo 37 del CCNL per il transito dei lavoratori dalle cooperative impegnate negli appalti dei servizi sociali alla agenzia Messina Social City. In una nota il sindacato scrive dell’inapplicabilità e dell’iniquità che l’applicazione dell’articolo 37 nella fattispecie in particolare, può ingenerare.

A chiarimento delle voci contrastanti, scrive l’ORSA, che circolano circa il trasferimento dei lavoratori dei servizi sociali, dalle cooperative all’agenzia pubblica Messina Social City, si tiene a chiarire la posizione dell’ORSA. Nei verbali del ‘Salva Messina’ questo sindacato ha dichiarato contrarietà all’applicazione dell’artico 37 del CCNL delle cooperative perché nella fattispecie risulta anomalo e iniquo.

In linea di massima tale articolo garantisce la continuità occupazionale in un settore caratterizzato dall’effettuazione del servizio tramite contratti di appalto o convenzioni soggette a frequenti cambi di gestione. E’ fuor di dubbio che in caso di normale cambio appalto, ove impresa privata subentra a impresa privata, l’articolo 37 si pone a tutela dei lavoratori ma nel caso particolare di Messina e in fase di internalizzazione dei servizi attraverso l’agenzia pubblica Messina Social City, l’articolo 37 non solo non trova applicazione ma innesca iniquità che lascerebbero fuori dal sistema un numero consistente di lavoratori con notevole anzianità di servizio. Applicando l’art. 37 si ottiene il reimpiego nella Messina Social City dei soggetti adesso in servizio nelle cooperative ma non si tiene conto degli oltre 100 lavoratori che dopo decenni di attività ed esperienza acquisita, si trovano fuori dal ciclo produttivo per cause esterne alla loro volontà e nel migliore dei casi sarebbero collocati in una lista di attesa (long list). In buona sostanza si va incontro all’ingiustizia per cui soggetti con anzianità che va dagli 8 ai 28 anni di servizio, resterebbero “in attesa” solo perché il “caso” ha voluto che al momento non lavorano nelle cooperative. Una sorta di “ruota della fortuna” che l’ORSA ritiene discriminatoria e inaccettabile. Solo a scopo di esempio citiamo il caso dei lavoratori di Casa Serena, sospesi dal servizio il 31 luglio 2014 per lavori di ristrutturazione e messa in sicurezza dello stabile, alcuni sono stati provvisoriamente reimpiegati in altri servizi attraverso la Legge 328 ma oggi sono tutti disoccupati e non saranno assorbiti nella Messina Social City seppure annoverati fra i lavoratori con maggiore anzianità di servizio. Nelle stesse condizioni altri lavoratori del servizio assistenza domiciliare, qualcuno a suo tempo licenziato per conclamata discriminazione di genere, soggetti che ieri hanno subito il danno e oggi la beffa. In sede di “Salva Messina” l’Amministrazione Comunale aveva chiesto ai sindacati di presentare una proposta unitaria per il trasferimento dei lavoratori nella Messina Social City ma, come spesso accade, gli elementi di discordia e gli interessi di bottega hanno occupato il posto del buon senso. Le parti sociali non sono riuscite a trovare la mediazione, le proposte sono arrivate per ordine sparso e nelle riunioni tecniche prima e in Consiglio Comunale dopo, è stato sovvertito quando di buono si era stabilito nel tavolo politico/sindacale del Salva Messina. I continui intoppi e i pareri contrastanti anche all’interno dell’Amministrazione Comunale, dimostrano che nel passaggio dei servizi sociali dalla gestione privatistica a quella pubblica, l’applicazione dell’art. 37 è problematica e rischia di sconfinare nell’ambito dell’illecito, a tal proposito si ha notizia di molti lavoratori che si stanno organizzando per i prevedibili ricorsi legali.

Alla luce dei fatti l’ORSA resta coerente con quanto sottoscritto nei verbali del Salva Messina e rivendica una selezione a evidenza pubblica che tenga conto prioritariamente dei requisiti preferenziali, anzianità e professionalità acquisita, in possesso dei lavoratori attualmente e precedentemente impiegati nei servizi sociali“.

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