UIL – IL RILANCIO DI MESSINA PASSA DALL’EDILIZIA E IL 2019 DEVE ESSERE L’ANNO DELLE INFRASTRUTTURE

Messina, 17 gennaio 2019 – Comunicato a Firma Ivan Tripodi (segretario generale UIL Messina) e Pasquale De Vardo ( Segretario generale FENEAL-UIL Messina )

Non è un caso che da quando il comparto dell’edilizia e il settore delle costruzioni della Città metropolitana di Messina è in crisi, l’intera economia messinese è drammaticamente affondata: i numeri di questo tracollo sono impietosi e non lasciano più spazio per vuote analisi socio-economiche o per banali considerazioni colme di speranza per un futuro che, ormai, senza fatti concreti si preannuncia ancor più tragico. Siamo all’anno zero e non c’è più tempo da perdere!

Lo sviluppo
della nostra provincia deve esclusivamente passare dalla realizzazione o, in
pochi casi, dal completamento delle infrastrutture.

La mancata
realizzazione delle infrastrutture pesa come un macigno sulla testa delle
classi dirigenti, attuali e passate, nessuna esclusa, e provoca un’oggettiva
arretratezza e un pesante gap della Sicilia, a partire da Messina che è la sua
porta con l’Europa continentale.

Parliamo di
opere indispensabili per poter affermare di essere cittadini europei a tutto
tondo.

Ad esempio,
urgono il completamento del raddoppio ferroviario sulle tratte Messina-Catania
e Messina-Palermo e la realizzazione di approdi turistici e commerciali.

Parliamo,
pertanto, delle cosiddette priorità che, oggi, con amministrazioni all’altezza
del ruolo sarebbero facilmente cantierabili poiché siamo in presenza di ingenti
risorse e di importanti somme.

Lo stesso
governatore siciliano Musumeci ha affermato che “la Sicilia è la
regione più esposta d’Italia e nel contempo quella meno attrezzata dal punto di
vista infrastrutturale
”; e, allora, al di là degli annunci, cosa si
aspetta?

Le risorse
per la realizzazione di opere nella Città metropolitana di Messina esistono, ma,
nei fatti, non vi é alcuna traccia di realizzazione e di impiego di questi
preziosi finanziamenti che rischiano, nel breve volgere di qualche mese, di
tornare indietro per palese incapacità di spesa da parte delle Istituzioni
locali, a partire dalla deludente giunta del sindaco De Luca.

A conti
fatti vi è quasi un miliardo di euro provenienti dal masterplan, dai patti
per il Sud e per Messina, dai fondi pon metro e da altre misure che potrebbero
far ripartire l’edilizia e dare risposte concrete allo sviluppo economico del
territorio. Senza dimenticare i notevoli stanziamenti disponibili per il Cas finalizzati
alla messa in sicurezza delle due tratte A18 e A20 che, come certificato dalla gravissima
tragedia di qualche giorno fa, necessitano di urgente manutenzione.

Allo stesso
modo, dobbiamo menzionare gli ingiustificati ritardi rispetto al risanamento delle
baracche annunciato e mai realizzato che, a nostro avviso, deve passare dalla
costruzione di nuovi alloggi popolari. Davanti a questo quadro, i
fatti concreti consegnano una realtà drammatica poiché vi è la totale assenza
di un’idea di sviluppo futuro e, per quanto riguarda le opere, l’assoluta
mancanza della realizzazione dei progetti esecutivi.

Altro che
infrastrutture e raggiungimento degli standard europei, a Messina ed in Sicilia
siamo tornati alle mulattiere e alla cancellazione del diritto
costituzionalmente garantito alla mobilità.

L’unico dato
certo è che, alla data odierna, decine di migliaia di lavoratori edili
rimangono disoccupati e senza alcuna prospettiva occupazionale; accanto a
questo danno sociale vi è la beffa poiché il lavoro nero la fa da padrone con
la conseguente assoluta mancanza di sicurezza.

Come detto,
vi è il rischio fondato di perdere definitivamente i notevoli finanziamenti.

Lo ribadiamo:
questa è l’ultima spiaggia.

Il 2018, al
netto dei penosi siparietti messi in piedi dall’attuale amministrazione
comunale, è stato l’ennesimo anno sprecato in sterili annunci e vuote promesse.

E’ fin
troppo semplice accusare continuamente “quelli
che c’erano prima
” e poi fare anche peggio. La giunta De Luca, anche dopo
molteplici specifiche richieste, si è dimostrata insensibile alla

questione “lavoro”,
non preoccupandosi minimamente delle prospettive occupazionali che, se
utilizzate, potrebbero avere queste ingenti risorse.

Migliaia di
lavoratori sono in attesa di una possibile collocazione in questi ipotetici
appalti.

Ecco perché,
a nostro avviso, il 2019 deve essere, senza se e senza ma, l’anno delle
infrastrutture e delle opere pubbliche.

Infatti, applicando
il protocollo d’intesa sottoscritto dalla precedente amministrazione e
dalle organizzazioni sindacali del comparto dell’edilizia, si potrebbe
consentire il massimo impiego occupazionale delle maestranze messinesi.

Se, almeno
per una volta, l’amministrazione comunale e metropolitana, le varie istituzioni,
le parti sociali, le forze politiche e tutti gli organi preposti non remeranno
dalla stessa parte, Messina perderà l’ultima grande occasione di sviluppo e di
rilancio economico/occupazionale avuta negli ultimi anni.

Ecco perché,
a nostro avviso, tenuto conto delle grandi qualità evidenziate e dell’enorme
sensibilità dimostrata sulle tematiche sociali, la regia unica di questo tavolo
virtuale dovrà essere affidata nelle sapienti mani di S.E. il Prefetto di
Messina la dott.ssa Maria Carmela Librizzi.

Ove ciò non
avvenisse, non ci resterà che, nell’attesa della debacle definitiva, sognare
tram volanti e casinò a Palazzo Zanca, nel mentre i nostri figli, tutti i
giovani e i lavoratori disoccupati continueranno a scappare da Messina.

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