RAI 1: Falso che”Le baracche di oggi sono quelle del 1908″. Si tratta invece di emergenza abitativa.

Messina, 15 gennaio 2019

La RAI con “Storie Italiane” si erge, come spesso accade sul canale nazionale ad “esperto”, ma gli opinionisti disquisiscono su ciò che non conoscono. “Le baracche sono quelle del 1908” dichiara Pietrangelo Buttafuoco, “una vergogna che non può essere ignorata“. Ma la dichiarazione è priva di fondamento. Infatti le baracche che vanno in onda su RAI 1 con la presenza del collega Maurizio Licordari, messinese e che sa perfettamente quanto stiamo scrivendo, non hanno niente a che fare con quelle dell’epoca del terremoto del 1908, nulla a che vedere con le casette dell’epoca dell’intervento salvifico della Regia Marina Russa. Di quelle non ne è rimasta forse più nessuna, se non nel rione di Bisconte. Quelle casette di ieri in diretta su Rai 1, quelle baracche fatte di lamiera, amianto e muri di malta compressa sono molto più recenti e risalgono a non più di un quarantennio fa. Ciò non significa, invece, che il problema delle baracche non risalga al periodo del terremoto. Ciò non vuol dire che lo sbaraccamento di Messina non sia una colpevole incompiuta di ogni amministrazione politica degli ultimi 100 anni. Ma bisogna dire le cose come sono.

Messina soffre di EMERGENZA ABITATIVA. Non certo di sindrome da post terremoto. Le baracche mostrate ieri sono opera di generazioni recenti di senza tetto che hanno risolto la loro emergenza abitativa inascoltata ergendo casette improvvisate utilizzando ciò che avevano a disposizione, anche l’amianto, sottovalutato come pericolo fino ad almeno 50 anni fa, e che oggi miete circa 6 mila vittime all’anno. L’amianto ricordiamo che comincia ad essere prodotto in forma ondulata e sotto il nome di Ethernit (quello presente nei tetti delle baracche di ieri) solo dal 1933 in poi.

Così, queste aree cittadine sono oppresse, oltre che da povertà e da abbandono, anche dallo spettro dell’asbestosi. Quella malattia terribile dovuta all’amianto che non è stata riconosciuta come emergenza dal Governo Italiano.

Ma che lo stato d’emergenza abitativa non sarebbe stato riconosciuto da Protezione Civile e Consiglio dei Ministri lo si sapeva, non sussistendo alcuno stato di calamità naturale. Evento che permette il riconoscimento dello stato di emergenza.

Chiediamoci invece cosa è stato fatto dalle precedente amministrazioni per risolvere l’emergenza abitativa? Come sono state fatte le assegnazioni delle unità immobiliari dell’edilizia popolare? Perchè le baracche sgomberate per assegnazione di nuovo alloggio non sono state abbattute?

Il problema di fondo è la “promessa di De Luca”. Quella che già da sé era impossibile da mantenere.

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