ATM: il presidente Pippo Campagna replica alle dichiarazioni della UIL

Messina, 9 gennaio 2019

Non si fa attendere la replica del presidente di ATM Pippo Campagna. Replica pubblicata su un giornale on line messinese che riportiamo. Risponde punto per punto ma non chiarisce, Campagna, se i motivi riportati dalla UIL circa il procedimento disciplinare e la conseguente immediata sospensione da servizio e stipendio del dipendente ATM, sindacalista UIL, siano corrispondenti a quelli che a lui risultano. In particolare Campagna scrive: ” respingiamo il tentativo della UIL Trasporti di condizionare l’attuale management, spacciando per intimidazioni a danno dei lavoratori quelli che sono invece doverosi provvedimenti disciplinari. Doverosi e necessari, vista la gravità  dei fatti contestati“. Comprendiamo la riservatezza delle motivazioni del procedimento disciplinare, ma quanto meno ci saremmo attesi la chiara, netta ed argomentata confutazione “dei fatti contestati”.

Riguardo poi le dichiarazioni di Michele Barresi circa il bilancio di ATM e l’attuale situazione economica, il presidente Campagna dichiara: “si fa osservare che il bilancio 2017, che la precedente amministrazione non era riuscita neanche ad approntare, è stato esitato da questo CdA registrando perdite per 3,6 milioni di euro che, ovviamente, vanno tutte ascritte alla precedente gestione. Lo stesso DURC  è  oggi positivo solo grazie all’impegno dell’attuale management che ha imposto finalmente il rispetto degli obblighi di legge in materia di versamenti contributivi e fiscali.
La liquidazione dell’Azienda è stata una scelta obbligata per la quale nessuno ha motivo di gioire e tanto meno questo CdA.  Semmai qualcuno dovrebbe riflettere su ciò che, negli anni scorsi, si poteva fare e non si è fatto per evitarla
“.

Ferma anche la replica circa il parere positivo del CTU del Tribunale sulla legittimità dei rimborsi chilometrici di ATM, di cui Barresi ha dichiarato oggi in una nostra intervista: ” Risibili appaiono, poi, le considerazioni della UIL sul presunto effetto salvifico di una  CTU elaborata nella fase istruttoria del primo grado di un giudizio. Anche nella ipotesi più favorevole, l’esito di tale contenzioso non potrebbe mai risanare le enormi perdite accumulate dall’Azienda nel tempo in cui alla UIL e ad altri  sembrava che tutto andasse a meraviglia. Sulla situazione finanziaria rimandiamo alla lettura dei documenti anche più recenti approvati dai revisori dei conti“.

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