Mafia: Grasso, con Beppe Alfano onoriamo cronisti uccisi

ROMA, 8 GEN – “Un professore con la passione per il giornalismo che con la sua attività di cronista onesto e attento batté piste oscure. Quelle piste lo portarono a raccontare gli intrecci fra mafia, politica e imprenditoria in una provincia, quella di Messina, che molti ritenevano ‘babba’, non mafiosa. Beppe Alfano è tra i cronisti uccisi perché cercava la verità”. Lo afferma il senatore Pietro Grasso leader di Leu. “Fu assassinato la notte dell’8 gennaio 1993. Lo ricordo oggi, come spesso faccio anche durante gli incontri con le associazioni e gli studenti, perché non ci siano più altri giornalisti uccisi per il loro lavoro. Perché sia sostenuto e difeso da tutti noi il giornalismo libero, che mette a nudo la corruzione, la criminalità organizzata, gli abusi e le inadempienze delle amministrazioni pubbliche. Facciamolo anche per onorare i tanti, troppi, cronisti uccisi”, conclude.

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