Messina, 17 dicembre 2018

Si annunciano venti di guerra dopo il sorprendente passo indietro della Giunta De Luca sulla decisione presa a settembre di procedere alla stabilizzazione dell’ultima aliquota di precari attualmente a tempo determinato, che con la nuova delibera del 7 dicembre scorso vedono ridotto a sole 18 e 24 ore il monte ore di cui potranno avvalersi.

Vincolo di bilancio, piano del fabbisogno, conti da far quadrare a parte nell’ormai residuale calderone di precari, 79 unità, vi sono molti padri di famiglia MONOREDDITO che da gennaio si ritroveranno con lo stipendio dimezzato ma con i costi familiari e gli impegni presi invariati.

A far sentire la propria voce è il sindacato CSA che con una nota si ritiene moderatamente soddisfatta “per l’adozione da parte del Consiglio di tutti gli atti che dovrebbero consentire il completamento delle procedure di stabilizzazione del personale precario del Comune di Messina, non potendo però nascondere la delusione per la mancata previsione, su cui si era speso il Sindaco De Luca, di una ricontrattualizzazione a 32 ore del personale già a partire da fine anno. Il personale interessato dovrà pertanto “accontentarsi” di contratti a 18 e 27 ore che, pur garantendo il tempo indeterminato (e questa non è cosa da poco), non potrà assicurare retribuzioni dignitose fino ad approvazione del bilancio 2019“.

Così stando ai tempi medi con i quali il Comune riesce ad esitare i bilanci in molti dei precari neo stabilizzati dovranno fare i conti con le difficoltà che abbiamo su descritto. Un “tiro mancino” che nessuno di loro si aspettava e che neanche i sindacati si attendevano. Almeno stando alle dichiarazioni dei rappresentanti delle organizzazioni sindacali, infatti, il passo indietro del sindaco De Luca sarebbe avvenuto senza alcun “interfacciamento” con i sindacati interessati. Un proclama quello di settembre che così è rimasto tale, piegato alla mera contabilità ed alla mancanza di coraggio di “andare oltre” il vincolo di bilancio. E’ infatti inconcepibile che dopo quasi 30 di precariato, di diritti limitati, di lavoro spesso insostituibile, che si pensi di procedere alla stabilizzazione retrocedendo il monte ore a livelli di invivibilità.

La palla adesso passa alla COSFEL, la Commissione per la Stabilità Finanziaria degli Enti Locali, con tempi non prevedibili, e fermo restando che si invii la documentazione necessaria in tempi strettissimi, scrivono in conclusione i rappresentanti del sindacato CSA.

Del come farà Messina ed il Corpo di Polizia Municipale già al lumicino per numeri di personale disponibile, a privarsi del tempo pieno di un numero importante di agenti operativi di esperienza e che già operano giornalmente sulle strade, è tutto da vedere.

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