Ristrutturazione del Teatro di Messina, Siracusano (FI) chiede e ottiene risposte dal MIBACT: “È essenziale dare ossigeno a questo ente”

Roma, 28/12/2018: “Prendo atto delle risposte del MIBACT a seguito della mia interrogazione sulle sorti del Teatro di Messina. Ho chiesto al Governo quali iniziative intende adottare per completare l’opera di ristrutturazione del Teatro, avviata ma mai portata a termine per carenza di fondi”. Così l’On. Matilde Siracusano, del Gruppo Parlamentare di Forza Italia alla Camera dei Deputati.

Di fatto, la risposta del Ministero dei Beni Culturali precisa che per il triennio 2018/2020, il Teatro di Messina è stato ammesso ai contributi FUS, che in base al D.M. 27/07/2017 non predeve finanziamenti per opere di ristrutturazione in quanto i contributi sono esclusivamente destinati alla produzione e promozione di spettacoli. Si sottolinea che le risorse per la ristrutturazione dovrebbero essere favorite dalla collaborazione tra pubblico e privato, anche mediante erogazioni in denaro a sostegno della cultura. La nota termina con le rassicurazioni offerte dal Ministero per la collaborazione con il Teatro di Messina per il rilancio delle proprie attività”.

“È essenziale – conclude la Parlamentare – dare ossigeno a questo ente, il cui valore è spesso stato subordinato ad una gestione finanziaria pubblica poco attenta alle sue reali necessità. Apprezzo le risposte fornite dal Governo ma ribadisco che il Teatro non deve rischiare di annaspare o sopravvivere, ma vivere”.

LA RISPOSTA DEL MINISTERO BENI CULTURALI ALLE RICHIESTE DELL’ON. SIRACUSANO:

L’Ente Autonomo Regionale – Teatro di Messina è un organismo che è stato finanziato dal MiBACT – Direzione Generale Spettacolo a valere sui Fondi FUS dal 2008 al 2013 per il settore della Lirica.
Nel 2014 detto Ente ha rinunciato al finanziamento ottenuto a tale titolo.
 
Nel triennio 2015/2017 l’Ente ha fatto domanda di contributo per il settore “Organismi di programmazione” nelle città al di sotto dei cinquecentomila abitanti (Art. 17, comma 1, lett. b, del D.M. 01/07/2014) ricevendo i seguenti contributi: anno 2015 € 39.404,00 anno 2016 € 40.506,00 anno 2017 € 43.341,00
 
L’entità di tali contributi annuali si è attestata sulla media di quanto ottenuto da altri organismi nel medesimo settore.
 
Nel triennio 2018/2020, l’Ente, per la prima volta, ha fatto domanda come “Centro di produzione Teatrale” non raggiungendo, però, la soglia minima di qualità artistica, pari a dieci punti.
 
La domanda è stata pertanto respinta.
 
Avvalendosi della disposizione prevista dall’art. 5, comma 2, del D.M. 27 luglio 2017, in base al quale ”Nel primo anno del triennio di riferimento, qualora il progetto triennale non raggiunga la soglia minima di ammissibilità qualitativa di cui al comma 1, l’Amministrazione, sentita la Commissione consultiva competente per materia, può valutare la possibilità di ammettere a contributo il predetto progetto a titolo diverso da quello richiesto, qualora le caratteristiche soggettive dell’organismo richiedente o l’oggetto del progetto possano essere diversamente classificate nell’àmbito delle attività considerate dal presente decreto”, l’Amministrazione ha invitato l’Ente Autonomo regionale – Teatro di Messina a riformulare la domanda ad altro titolo, ovvero nel settore degli “Organismi di programmazione” tipologia per la quale l’organismo era stato già finanziato nel triennio 2015/2017, come sopra ricordato.
 
Il D.M. 27 luglio 2017 prevede che ogni soggetto istante possa candidarsi ad uno o all’altro dei settori previsti dalla disciplina sulla base del possesso dei requisiti minimi di accesso previsti per ogni tipologia o settore individuato dal decreto stesso.
 
Tale condizione preliminare di ammissibilità viene accertata dall’Amministrazione in fase di istruttoria.
 
Successivamente la domanda viene ammessa alla valutazione qualitativa, funzione esercitata dalle commissioni consultive competenti per ogni ambito: teatro, danza, musica, circo e multidisciplinare.
 
Il raggiungimento di una valutazione qualitativa del progetto artistico presentato, pari almeno a dieci punti su trentacinque, è determinante per l’ammissibilità ai contributi, la cui entità annuale è successivamente determinata, su base comparativa ed automatica, dai punteggi totalizzati rispettivamente nella Qualità indicizzata e nella Dimensione Quantitativa che si sommano a quelli della Qualità artistica.
 
L’ammissibilità per la sola presenza di requisiti minimi richiesti nel settore a cui l’organismo fa domanda di contributo triennale, non produce quindi, di per sé, un’automatica assegnazione di risorse.
 
Si  ricorda,  inoltre,  che  l’entità  degli  stanziamenti  riservati  ad uno  o all’altro settore è oggetto della procedura definita all’art. 4 ”Ripartizione delle risorse del Fondo Unicoper Io Spettacolo” che stabilisce che il Direttore generale, con proprio decreto, tenuto conto di quanto previsto dalle leggi di  stabilità  e  di bilancio  e  del decreto ministeriale di ripartizione del Fondo, ferme restando le previsioni di cui agli articoli 45, 46 e 47 del presente decreto, sentite le Commissioni consultive competenti ed acquisito il parere della Conferenza unificata di cui all’articolo 8 del decreto legislativo 28 agosto 1997, n. 281, e successive modificazioni, che si esprime entro trenta giorni dalla richiesta da parte del Direttore medesimo, trascorsi i quali il decreto può comunque essere adottato, stabilisce, in armonia con l’entità numerica, i deficit e i costi dei programmi relativi alle domande complessivamente presentate, la quota delle risorse da assegnare a ciascuno  dei settori di cui all’articolo 3, comma 5, lettere da a) a])
 
Negli ultimi anni il settore nel quale l’Ente autonomo regionale – Teatro Messina è stato finanziato per il triennio 2015/2018 ha avuto i seguenti stanziamenti: 2015 – € 647.677,00 2016 – € 659.997,56 2017 – € 663.303,00
 
L’Ente autonomo regionale – Teatro di Messina è stato ammesso ai contributi FUS per il triennio 2018/2020 con un punteggio pari a 11,50 relativo al progetto triennale presentato a preventivo, corredato dal programma di attività per la prima annualità.
 
Evidenziato quanto sopra, non può non rilevarsi che il D.M. 27 luglio 2017 e ss.mm. non prevede sostegni o finanziamenti per opere di ristrutturazione, giacché i contributi FUS ivi disciplinati, sono destinati al sostegno delle attività progettuali di produzione, programmazione, promozione nei diversi ambiti dello spettacolo al vivo.
I finanziamenti finalizzate alle attività di manutenzione ordinaria e straordinaria a cui l’interrogazione fa riferimento, si collocano, infatti, non nel quadro di quanto disposto dal D.M. 27 1uglio 2017, discendendo, invece, da disposizioni legislative primarie che per natura, finalità e modalità di attuazione esulano dalle erogazioni a valere sui Fondi FUS, prevedendo specifiche e circoscritte destinazioni in relazione ai beneficiari e agli obiettivi del sostegno stesso.
 
Al fine, comunque, di reperire le risorse finanziarie necessarie, si ritiene  utile  che l’Ente regionale autonomo Teatro di Messina – proprietario del bene – attivi il meccanismo del c.d. Art Bonus introdotto con Legge n. 106 del 29/07/2014 e s.m.i.
Il predetto meccanismo, quale sostegno del mecenatismo a  favore  del patrimonio culturale, consente a chi effettua erogazioni liberali in denaro per il sostegno della cultura di godere di importanti benefici fiscali sotto forma di credito imposta.
 
Occorre, infatti, al fine di reperire risorse,  favorire  la massima  collaborazione tra pubblico e privato per la cultura.
Oltre ai benefici fiscali, il coinvolgimento dei privati (siano essi cittadini, imprese… ) rappresenta un plusvalore: la scelta dell’opera da restaurare ha infatti un valore partecipativo e soprattutto pedagogico.
 
Si assicura comunque la massima collaborazione con l’Ente regionale per consentire al Teatro di Messina il rilancio delle attività produttive e valorizzare il Teatro come luogo di accoglienza per spettatori, fruitori e attori e restituirlo in pieno alla sua funzione culturale.
Roma, 19/12/2018
 
Firmato
 
Il sottosegretario On.le Gianluca Vacca

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