NATALE 2018: L’ANALISI DELLA CISL MESSINA. DALLA CORSA AI REGALI ON LINE ALL’EFFETTO AMAZON.

TONINO GENOVESE (CISL): «PER IL TERRITORIO SALDO OCCUPAZIONALE NEGATIVO E RISPARMI SOLO PER I SINGOLI CONSUMATORI. SERVE VALORIZZARE I PRODOTTI A CHILOMETRO ZERO. PRONTI A FARCI PROMOTORI DI UN TAVOLO CON TUTTE LE FORZE PRODUTTIVE ED ISTITUZIONALI»

Messina, 26 dicembre ’18 –
Una riflessione “a freddo” sulla corsa ai regali di Natale e sull’impatto che c’è stato sull’economia locale. A farla è il segretario generale della Cisl Messina, Tonino Genovese, che analizzando il fenomeno degli acquisti on line ha posto l’accento su quello che è stato, soprattutto quest’anno, l’effetto acquisti on line.

«Tanti messinesi hanno preferito acquistare i regali attraverso le piattaforme informatiche, chi pensando di risparmiare, chi per evitare corse stressanti tra strade caotiche».

Il risultato è stato quello di un apparente risparmio. «L’acquirente ha probabilmente risparmiato qualche decina di euro ma il territorio ha perso in economia e valore».

I problemi reali sono due, secondo il segretario della Cisl. «L’effetto acquisti on line, il suo saldo occupazionale, possiamo considerarlo territorialmente quasi a somma zero perché i posti di lavoro che si perdono con l’acquisto on line si “guadagnano” in settori diversi dalla vendita, ovvero della distribuzione piuttosto che nei servizi».

Un esempio di maggiore occupazione potrebbe essere quello valido per le zone in cui insistono i grandi hub dei siti di e-commerce che impiegano migliaia di persone. «Ma per un territorio come il nostro non vale. A Messina ci sono più impiegati tra i corrieri, spedizionieri ed addetti nel settore della distribuzione con rapporti di lavoro al limite dello sfruttamento ma, a conti fatti, il territorio perde. Perde perché, con l’acquisto di prodotti on line, il reddito prodotto qui viene trasferito fuori e non c’è un flusso di somme che ne compensa la perdita. Perde perché, di conseguenza, diminuisce anche il gettito fiscale locale di aziende che non riescono a mantenere i costi di gestione e decidono di chiudere».

La Cisl, insieme alla sua Federazione dei servizi e del commercio, intende farsi promotrice di un tavolo che metta insieme tutte le forze produttive ed istituzionali per analizzare il fenomeno e trovare delle adeguate soluzioni affinché il territorio non perda ulteriore “valore economico” e vengano anzi messe a reddito le sue risorse.

Per il sindacato, quindi, è necessario «mettere insieme le forze buone, quelle che vogliono far vivere la nostra città e la nostra provincia. Il lavoro possiamo crearlo – afferma Genovese – abbandonando il disinteresse, il disfattismo e cambiando rotta diventando protagonisti di benessere. Bisogna valorizzare ancora di più i settori trainanti della nostra economia, aumentare la cultura del prodotto a chilometro zero per creare anche quell’effetto di produttività e redditività per il territorio che manca in questo momento. Abbiamo poca produzione di beni e servizi? Consumiamo a chilometro zero. Destiniamo le nostre spese a chi produce sul nostro territorio per aumentare la produzione e quindi il lavoro. Facciamo politica economica con il nostro portafoglio, ritrovando le nostre radici, partecipando alla ripresa, stimolando la crescita e gli investimenti». Un appello alla fiducia perché, secondo il segretario generale della Cisl Messina, «non è mai troppo tardi per cambiare visione, strategie e impegno».






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