Il candidato alla segreteria regionale del Pd Davide Faraone lancia la sua candidatura a Messina: “Torneremo a governare”

Messina, 11 dicembre 2018

“E’ un congresso che riguarda i cittadini: stiamo pensando a qualcosa di nuovo rispetto a quello in cui siamo stati abituati. Chi pensa ad un vecchio centrosinistra in una vecchia società politicizzata e immobile sbaglia. Quel 17% di zoccolo duro che nonostante i disastri ancora abbiamo è la base sulla quale costruire il nuovo partito”.

Così Davide Faraone, attuale Senatore della Repubblica ed ex Sottosegretario, lancia la sua candidatura alle primarie per la Segreteria regionale del Partito Democratico a Messina, presso l’hotel Royal. Davanti ad una sala gremita, Faraone ha al tavolo con sé il deputato nazionale Pietro Navarra, il parlamentare regionale Franco De Domenico, ed il leader messinese di Sicilia Futura Beppe Picciolo, successivamente raggiunti dal segretario provinciale del Pd Paolo Starvaggi (che ha preferito mantenere una posizione di neutralità in ragione del ruolo che riveste). A loro va il primo ringraziamento.

“Siamo qui per ricostruire un partito oggettivamente in crisi, quindi questa mobilitazione è motivo di orgoglio per il lavoro che hanno fatto Franco De Domenico, Pietro Navarra e Beppe Picciolo”, ha dichiarato l’ex sottosegretario, che immediatamente dopo ha affrontato il tema del governo nazionale. “Lega e Cinque stelle portano avanti le stesse politiche, le differenze sono di strategia e tattica: con questa opera di parcellizzazione federalista che stanno attuando non avremo più a che fare con uno Stato e una democrazia, ma con quello che la Lega porta avanti da tempo, e cioè altre donne e uomini sui quali scaricare frustrazioni”.

Faraone affila le armi: “Reddito di cittadinanza e quota 100 erano le armi con le quali hanno fatto campagna elettorale, e dalla manovra venuta fuori dalla Camera non c’è né l’uno né l’altro: Peraltro – aggiunge – noi in Sicilia lo abbiamo il reddito di cittadinanza lo abbiamo già vissuto con Lsu (Lavoratori socialmente utili) e LPU (lavoratori di pubblica utilità). Stiamo assistendo ad un ritorno di tutto quello che c’era nel passato, ed è un danno incalcolabile, perché almeno culturalmente questa terra iniziava a crescere perché si era interrotto il concetto del lavoro che crea assistenzialismo – prosegue – E se si mette insieme questo all’idea che al sud devono venire gli anziani a “svernare” e non pagare tasse, mentre al nord si investe alle opere pubbliche, si capisce che l’idea che hanno al Governo è che al sud non si riesce a produrre reddito, e c’è bisogno che a camparci sia il nord. C’è bisogno di un’alternativa politica a tutto questo”, dichiara Faraone.

“Non vogliamo diventare il ruotino di scorta di nessuno, come i Cinque stelle che non c’entrano nulla con la nostra storia. Sono convinto che torneremo a governare – spiega – perchè dopo l’esperienza delle elezioni europee ci sarà il liberi tutti: e noi dobbiamo essere pronti a cogliere l’opportunità. Le primarie di domenica servono a questo – continua Faraone – non possiamo immaginare un modello di partito che torna indietro, coi capi delle tessere che respingono più che aggregare, dobbiamo immaginare una proposta politica che sia aperta a tutti”.Quindi l’appello per le primarie per la segreteria regionale: “Domenica abbiamo l’opportunità di creare un laboratorio politico: in media, ad ogni elezione in Sicilia prendiamo il 6% in meno rispetto al partito nazionale. Ecco, invece stavolta abbiamo l’opportunità di anticipare il futuro – conclude Davide Faraone – Abbiamo bisogno di recuperare una centralità e non essere più marginali”

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