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Scuola e università domani e sabato scendono in piazza. Proteste per tagli e per mancato confronto

ROMA, 15 NOV – Nonostante le rassicurazioni e le novità annunciate ieri alla Camera dal titolare del Miur, Marco Bussetti, scuola e università sono in agitazione e domani e sabato studenti, ricercatori e docenti scenderanno in piazza contro la manovra. “Dal Miur in questi mesi abbiamo ricevuto solo tagli e orecchie da mercante – afferma Giulia Biazzo, coordinatrice dell’Udu – il ministro sostiene fermamente che gli investimenti non siano necessari per il miglioramento delle scuole di fronte ad edifici fatiscenti e soffitti crollati, diritto allo studio e welfare studentesco inesistenti, offerta formativa non di qualità. Alle esigenze degli studenti questo nuovo ministro risponde tagliando 60 milioni di euro alla didattica, trasformando l’alternanza in orientamento al lavoro, lasciando che si sprechino 2,5 milioni di euro su polizia cinofila e telecamere nelle scuole! Basta scuse, inonderemo le piazze per costruire la scuola controccorente”.
Sabato sarà la volta dei ricercatori universitari che si incontreranno all’Università La Sapienza a Roma, per l’Assemblea nazionale dei precari dell’Università indetta da FLC CGIL e ADI che portano avanti la Piattaforma “Stesso lavoro, stessi diritti. Perchè noi no?” che mette al centro un intervento strategico sul Comparto Università. C’è malumore anche tra i docenti universitari: “Vivo disappunto” per la Legge di bilancio per il 2019 presentata dal Governo è stata espressa in una lettera all’Esecutivo dal Movimento per la Dignità della Docenza Universitaria, che raccoglie docenti e ricercatori universitari e che ha scritto al Governo per chiedere una svolta.

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