CGIL – UIL in piazza: Circa 500 persone ed anche Cambiamo Messina dal Basso contro l’ipotizzata privatizzazione delle partecipate

Messina, 31 ottobre 2018

Una piazza non affollata, con circa 500 persone, stamattina di fronte al Palazzo Zanca. “La colpa è del sindaco che ha fatto di tutto per ostacolare le presenze dei lavoratori” sostiene Mastroeni segretario generale di CGIL Messina. Ma De Luca è a Roma e che sia riuscito ad “ostacolare” la presenza dei lavoratori anche di altre aziende non ci sembra cosa facile. Qualcuno urla che è vero e ci spiega che ha avuto difficoltà ad ottenere il permesso retribuito per essere presente in piazza. Il leit motiv è la SOLIDARIETA’: solidarietà nei confronti “dri lavoratori che perderanno il posto di lavoro”, ma nel Salva Messina, facciamo presente noi, non sono previsti licenziamenti, così come privatizzazioni. “A noi lo ha detto la CGIL e la UIL” rispondono gli intervistati in piazza. Mastroeni e Tripodi, CGIL e UIL rispettivamente sono tra i primi ad arrivare in piazza ed alla nostra domanda sulle presenze rispondono “che saranno in tanti ad arrivare, sindaco permettendo”. Ma la piazza non si riempirà mai e Mastroeni ai microfoni sottolinea che “avendo raggiunto lo stesso numero dei partecipanti dell’ultimo comizio del sindaco De Luca, si può iniziare”. Sono tanti i visi noti in piazza Unione Europea: c’è l’ex vice sindaco professor Guido Signorino, c’è Sergio De Cola, c’è l’ingegnere Cacciola, ultimo vice sindaco della precedente amministrazione ed anche l’ex sindaco Renato Accorinti. Stanno vicini alle bandiere di Cambiamo Messina dal Basso che raccoglie firme contro la “privatizzazione delle partecipate”. “Ma quale privatizzazione?” chiediamo noi, “nell’ultimo Salva Messina non c’è traccia di questa intenzione” diciamo, “è solo grazie alla paura della piazza” rispondono i sindacati. Ma allora per cosa si sta manifestando? E poi c’è la disponibilità dell’ex assessore Signorino al confronto “che abbiamo richiesto noi” sottolinea “al sindaco De Luca”. E allora quando lo farete, chiediamo. “Non è il momento” risponde Signorino, “non certo quando lo vuole lui” chiosa. Ma allora quando? chiediamo, ma i fischietti della piazza e “bella ciao” ci obbliga ad interrompere l’intervista.

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