Donna uccisa nella sua casa a Ragusa, notte di indagini e interrogatori

Trovata dal nipote col cranio fracassato, indaga la polizia

Ragusa, 11 ottobre 2018

Una donna di 66 anni, Maria Zarba, è stata trovata morta, col cranio fracassato, all’interno della sua casa a Ragusa. “E’ una morte violenta”, ha detto il questore Salvatore La Rosa, confermando che è un omicidio. Era nota nel suo rione perché era una ministrante laica. A trovare il corpo è stato il nipote quando è andata a trovare la nonna a casa. Ha chiamato il 118, ma quando è arrivata l’ambulanza il personale medico ha accertato che era già deceduta. Sul posto è intervenuta la polizia per avviare le indagini, coordinate dal sostituto procuratore Giulia Bisello. Personale della squadra mobile sta interrogando familiari e conoscenti per ricostruire la personalità della vittima e le sue frequentazioni. Sono in corso rilievi della polizia scientifica per accertare la dinamica dell’accaduto e trovare elementi utili alle indagini.

E’ stata una lunga notte di notte di indagini e interrogatori, quella trascorsa, per la squadra mobile di Ragusa che indaga sull’omicidio di Maria Zarba. Resta ancora non chiarito il movente del delitto, anche se la polizia ritiene di potere escludere la rapina. Sono stati sentiti familiari e conoscenti della vittima per ricostruire la sua personalità, frequentazioni e se aveva avuto contrasti con qualcuno che lei conosceva. Si stanno visionando le riprese di telecamere di sicurezza presenti nella zona.
Sposata con un ex tecnico di laboratorio di 74 anni, che non vive con lei, aveva quattro figli, due maschi e due femmine, che abitano lontani da Ragusa da anni per motivi di lavoro. Con lei viveva un nipote che ieri sera, al rientro dal lavoro, ha trovato la nonna riversa per terra in una pozza di sangue nella stanza adibita a soggiorno-cucina. Ha urlato per il dolore e alcuni vicini lo hanno sentito e sono usciti in strada. E’ intervenuto personale del 118, ma la donna era già deceduta. Maria Zarba era molto conosciuta nel suo rione perché era una ministrante e, da laica, portava la comunione alle persone malate. Le indagini della squadra mobile sono coordinate dal sostituto procuratore di Ragusa Giulia Bisello.

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