De Luca: l’abbraccio della Città ed il malore dopo il comizio. Ma il sindaco non molla

Messina, 1 ottobre

Ha rinviato tutti gli impegni di oggi Cateno De Luca, sindaco di Messina. Lui che è abituato alla operatività fin dalle 5 del mattino oggi si è dovuto sottoporre ad accertamenti per un lieve malore che lo ha colto ieri sera subito dopo la conclusione del suo comizio/incontro con la città. Quatto ore sul palco, tra alti e bassi, colpi di scena e scontri verbali con i mancati dipendenti ATM, hanno probabilmente pesato sulla sua tempra che rimane comunque non comune.

Ieri De Luca ha avuto il suo abbraccio con i messinesi: era quel che aveva chiesto e che si aspettava. Lo striscione steso dietro le sue spalle durante il comizio conferma che la città, quella che lo sostiene, non vuole che dia le dimissioni. Si sono sentiti di nuovo i cori che hanno scandito la sua campagna elettorale, ieri sera in una piazza Unione Europea gremita, che gli ha chiesto di non mollare. Ma lui non scioglie la sua riserva. Ha un “conto in sospeso” con i dirigenti comunali, con il Consiglio Comunale e finanche con i sindacati. Quello che chiede e che ha ribadito ieri sera è “il rispetto dei tempi” che non sono quelli che chiede De Luca, ma che la situazione di grave collasso economico finanziario dei conti messinesi, impongono.

Ha rappresentato una realtà cruda e diretta, ieri sera, ma basata su carte e documenti. Un'”operazione verità” quella raccontata ieri che passando per ATM, per AMAM, per Messina Servizi, fino ai dirigenti comunali ed alla pianta organica del Comune restituisce un solo risultato: le cose devono cambiare.

“Ci vorranno 500 emendamenti per rimodulare il piano di riequilibrio che abbiamo ereditato, un piano falso come lo sono anche i bilanci”. Urla De Luca che non è assolutamente tenero con quelli che c’erano prima e che lancia un monito a dirigenti e personale comunale che non si adeguerà ai tempi necessari per la città: “Posso sempre dichiarare l’esubero del personale e degli incarichi”. Ed in effetti De Luca aveva annunciato in campagna elettorale che avrebbe ridotto i dirigenti, restringendo l’operatività della pianta organica dirigenziale a sole 4 macro aree. Ma così ad oggi non è stato. Aveva dichiarato che avrebbe sciolto le partecipate, ma così non è stato. Sembra quasi che l’amministrazione De Luca abbia fino a questo momento penetrato con grande difficoltà all’interno delle zone d’ombra di Palazzo Zanca e che solo ieri abbia potuto tiare le fila della sua indagine. E quello che è venuto fuori fa rabbrividire. Roba da Procura della Repubblica e De Luca in effetti chiara di aver già consegnato le carte alla magistratura. Ma probabilmente è solo l’inizio.

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