Messina letta da De Luca: un verminaio fatto di conti falsi e violazioni di legge. Senza un “salvaMessina” la città è al dissesto.

Messina, 30 settembre

E’ una data storica per la città. Nessun sindaco che si ricordi aveva mai chiarito fatti utilizzando i documenti ufficiali, in pubblico ed interloquendo con la città. Questo è un merito che possiamo riconoscere al Sindaco De Luca se adesso provvederà, come ha detto, a portare i documenti ed i fatti gravissimi denunciati e circostanziati in Procura.

Il nodo fondamentale ed il più grave è proprio il “giocattolo virtuoso” di Accorinti & co. : l’ATM.

L’ATM è un’azienda senza bilanci approvati in Consiglio Comunale dal 2002. “Il motivo c’è” dice De Luca, quello cioè di non trasformare in società per azioni la partecipata, caso unico in Italia.

Un’azienda ed un’amministrazione che avrebbe violato la Legge Madia e lo stesso statuto di ATM nella vicenda della nomina a direttore generale dell’Architetto Foti a direttore generale. Senza concorso pubblico, mai indetto, ed attenendosi e sfruttando la seconda parte dell’articolo 23 dello statuto, basandosi cioè solo sulla possibilità di assumere professionisti esterni che abbiano professionalità ed esperienza comprovata. La parte del primo comma dell’articolo 23 è stata ignorata e non applicata: non sarebbe mai stato pubblicato alcun bando pubblico per la raccolta di curriculum di altri candidati e non si sarebbe provveduto ad individuare possibili professionalità interne alla stessa partecipata.

Tutto resta così in silenzio per circa un anno, per poi giungere alla nomina del Direttore Generale nella persona dell’architetto Giovanni Foti, proveniente da Torino. Ed è proprio Torino, in base a quanto denunciato da De Luca, a “dettare legge a Messina“. Il punto su cui tutto si gioca è l’accordo tra le due aziende, ATM e GTT di Torino, con il quale la partecipata del Comune di Messina, si impegna ad acquistare autobus e pezzi di ricambio per un importo di circa 800 mila euro. Ed è in forza di questo accordo che la GTT “consiglia” proprio Foti quale presidente dell’ATM. E l’assessore del tempo, Gaetano Cacciola, asseconda tale indicazione “raccomandando” , come dice De Luca, il Foti quale “candidato di superiore esperienza e capacità“.

Ma la Legge Madia si viola con la conferma della posizione di Giovanni Foti che da neo pensionato viene confermato direttore generale di ATM con un compenso di circa 90 mila euro. Un compenso che Foti non poteva percepire perchè secondo la legge Madia il neo pensionato avrebbe potuto svolgere l’incarico assegnatogli solo a costo zero, GRATIS cioè. Ma ciò non accade e viene ignorata la legge. E Foti resta al comando di ATM fino a quando De Luca non diventa sindaco, mantenendo anche i fringe benefit concessi da Accorinti & Co: auto con autista, aerei pagati e casa a Messina pagata dalla partecipata e dunque dal Comune di Messina, ovvero da noi cittadini. Tutto non dovuto .

De Luca si domanda: “ “.

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