Dato per scomparso,era in tombino per recuperare chiavi. Incidente davanti a casa, anziano rimasto prigioniero tre giorni

PADOVA, 1 SET – di Alberto Boccanegra

Gli sono cadute le chiavi in un tombino davanti a casa e per recuperarle ha alzato la grata e si è calato attraverso una scaletta, ma è scivolato finendo nel fondo della ‘bocca di lupo’ e rimanendo semi incosciente ad una profondità di tre metri. Poi qualcuno ha sistemato la chiusura temendo qualche incidente, senza accorgersi di aver così imprigionato involontariamente un 76enne di Montegrotto (Padova) rimasto ingabbiato per tre giorni finché un passante lo ha sentito facendo scattare l’allarme.
Sul posto sono intervenuti in massa carabinieri, sanitari del Suem 118, Protezione civile, vigili del fuoco e gli uomini del Soccorso alpino che con una manovra alpinistica lo hanno recuperato. Quindi l’anziano, disidratato e semisvenuto, è stato portato in ospedale per le cure del caso. Una vicenda che ha dell’incredibile, secondo i soccorritori, avvenuta in piena città, in un luogo di grande passaggio, ma che probabilmente non è stata compresa perché accaduta in una giornata calda e in un’orario durante il quale non c’era nessuno in zona. Quando il 76enne non è stato visto tornare a casa sono scattate le ricerche, prima da parte delle forze dell’ordine che pensavano ad un allontanamento volontario, poi con la collaborazione di tutti gli uomini preposti al soccorso per
setacciare, anche di notte, i colli e boschi che circondano Montegrotto.
Oggi l’epilogo con il ritrovamento casuale e l’intervento fine sul filo di lana degli uomini del Soccorso alpino che si sono calati, con i sanitari, all’interno della ‘bocca di lupo’ che arieggia gli spazi sotterranei di un palazzo. Una volta stabilizzato e imbarellato, l’uomo con un paio di funi è stato riportato in superficie, ironia della sorte proprio con l’ausilio delle chiavi ritrovate.
“Un caso unico e per noi inedito – dice Leonardo Calaon del Soccorso alpino, a nome di tutti i protagonisti della vicenda – anche se l’aumentare del numero di persone che si perdono o scompaiono anche in ambienti urbani o periferici richiede, ogni volta, un approccio diverso perché tutte le vicende sono diverse l’una dall’altra”. Casi come quello di Montegrotto richiedono
una particolare perizia. “Per assurdo per noi – conclude – è più facile recuperare un alpinista in difficoltà perché il protocollo, elicottero o meno, è prestabilito. Tutt’altra cosa partecipare a questi interventi, per i quali siamo comunque addestrati, che si rivelano ogni volta imprevedibili ed ora pure sorprendenti”.

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